Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Casearia Salentina verso la svolta? L'azienda comunica ai sindacati il pagamento

Dopo la mobilitazione di lavoratori e sindacati, l'azienda ha comunicato ufficialmente alle parti sociali il pagamento di quanto stabilito nel corso della riunione del 12 settembre e rimanda eventuali chiarimenti e precisazioni al futuro incontro fissato il prossimo 23 settembre

LECCE - Piccole variazioni di orario determinate, frequentemente, dai consueti meccanismi produttivi e di controllo. Questa è la risposta che Casearia Salentina srl, azienda produttrice di mozzarelle per il marchio “San Lazzaro”, intende dare alle pesanti denunce fatte dai segretari di Cgil e Flai Cgil, Salvatore Arnesano e Antonio Gagliardi. Le loro dichiarazioni erano relative a presunte e gravi “vessazioni” operate dalla società nei confronti dei lavoratori che avevano indetto due giorni interi di sciopero, al fine di rivendicare le retribuzioni mancanti. Nelle dichiarazioni dei sindacalisti Antonio Gagliardi e Salvatore Arnesano, alcuni dipendenti si sarebbero visti cambiare “improvvisamente” turni e mansioni. Altri due, addirittura, “cacciati dal posto di lavoro al momento del loro arrivo”.

Ora è intervenuto a mezzo stampa l’amministratore unico della società, Marcello Petracca, per gettare acqua sul fuoco di quanto accaduto la mattina del 19 settembre: “Mi sembra che tutti gli episodi, anche i più banali, vengano strumentalizzati per coprire di fango le nostre azioni. Ho sempre considerato l’azienda come una famiglia. In passato le variazioni di orario venivano concordate e condivise alla pausa caffè con buona pace di tutti”.

Intanto l’azienda ha comunicato ufficialmente alle parti sociali il pagamento di quanto stabilito nel corso della riunione del 12 settembre e rimanda eventuali chiarimenti e precisazioni al futuro incontro fissato il prossimo 23 settembre.

L’amministratore ripercorre le tappe della lunga storia  di un’impresa che regge sul mercato dagli anni ‘70: “E’ più di 30 anni che l’azienda è sul mercato con tutte le vicissitudini positive e negative. La crisi di mercato è arrivata a livelli insostenibili. In questo contesto cerco di avere la calma necessaria e non cedere alle provocazioni, però non permetterò a nessuno di diffondere notizie false e tendenziose che screditino la mia persona e l’azienda che rappresento. Ove fosse necessario farò valere le mie ragioni nelle sedi competenti. Adesso la misura rischia di essere colma”.

L’amministratore unico intende fornire anche alcune precisazioni relative allo sciopero: “Al contrario di quanto dichiarato i lavoratori sono stati 9 e non 37; il sit-in è stato presidiato dalle stesse unità; al rientro non vi è stata alcuna malversazione né di tipo verbale né di ordine intimidatorio né di ordine ritorsivo. Tutte le maestranze hanno operato in assoluta armonia”.

Petracca contesta anche le dichiarazioni rilasciate dai due segretari: “Al contrario di quanto detto, alle ore 12,47 del 19 settembre abbiamo chiesto un incontro con vari punti all’ordine del giorno tra cui, ovviamente, quelli oggetto dell’azione di protesta. Spero che a questo incontro partecipi anche il segretario Salvatore Arnesano che ha inteso rilasciare dichiarazioni alla stampa”.

Anche “l’accanimento” espresso sui comunicati sembra “eccessivo”. “Ho l’impressione – prosegue – che ci siano interessi diversi. Il continuo riferimento al marchio San Lazzaro sembra quasi un modo come un altro per gettare ingiustamente fango in faccia agli altri e per sbarazzarsi, in maniera spicciola, della scomoda concorrenza”.

“Ancora una volta riteniamo ragionevole individuare vie di confronto, a meno che non ci sia un progetto tendente ad eliminare la nostra azienda a favore di altre, portate avanti da soggetti vicini alla stessa organizzazione sindacale”. La replica dell’azienda si chiude con una domanda cruciale: “Qual è l’obiettivo del sindacato?”.

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