Economia

Cassa in calo, crisi degli edili. Uil batte il chiodo sulla ripresa economica

La cig nel primo semestre 2018 segna una flessione di oltre il 40 percento. Il segretario Giannetto: "Segnali scoraggianti, necessario togliere il freno della burocrazia"

Foto di repertorio

LECCE – Il termometro della situazione economica nel Salento continua ad essere il ricorso alla cassa integrazione. E i segnali non sono positivi. Nei primi 6 mesi del 2018, infatti, il numero di ore richieste delle aziende è calato drasticamente, pari a oltre il 40 percento in meno rispetto all’anno precedente.

I dettagli sono diffusi dalla Uil che ha elaborato i dati Inps: le ore autorizzate complessivamente ammontano a 955 mila e soprattutto è diminuita drasticamente la cassa in deroga (-94 percento) per effetto della norma che la abroga. Flessioni più contenute si registrano anche per cig ordinaria (-28,8 percento) e straordinaria (-32,5 percento).

Il calo registrato a Lecce e provincia è comunque in linea col dato regionale e nazionale (-34,4 percento).

“La flessione di cig è consistente e questo potrebbe farci ben sperare - commenta il segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto -. Questi dati tuttavia sono carenti delle ore autorizzate di Fis e altri Fondi di solidarietà, non diffusi dall'Inps, oltre alle prestazioni erogate dal Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato (Fsba). Da considerare nell'analisi è anche l’abrogazione della cassa in deroga, che ha fortemente inciso, quantitativamente, sui dati del passato e, dall’altra, l’introduzione di un costo più elevato della cassa straordinaria”.

Lo studio, secondo la Uil, conferma in particolare la crisi che sta colpendo le aziende del settore edile.

In tutta la regione, infatti, si registra un aumento di richieste di cig, pari a +125 percento, rispetto al primo semestre dello scorso anno. Al contempo preoccupa il dato della disoccupazione generale, che in Puglia si attesta attorno al 19.5 percento, mentre quella giovanile continua a superare il 50 percento, il che mette in evidenza una vera e propria piaga sociale con il forte il rischio che “saltino” più generazioni.

“Il quadro generale ci costringe ad essere molto cauti – prosegue Giannetto -. È necessario accompagnare la timida ripresa economica con politiche mirate a sostenere la domanda interna, attraverso investimenti pubblici e ridando maggiore potere di acquisto ai lavoratori e ai pensionati, al fine di consolidare i timidi passi in avanti e creare nuovi posti di lavoro stabili”.

Il segretario ritiene indispensabile anche un alleggerimento della macchina amministrativa che permetterebbe, in particolare al Sud e in Puglia, di sbloccare tante opere pubbliche e tanti cantieri da troppo tempo ostaggio di pastoie burocratiche.

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