Giovedì, 5 Agosto 2021
Economia

Fondi in esaurimento per la cassa in deroga. Spunta il primo decreto ingiuntivo

La copertura economica sufficiente fino alla fine di luglio. Potrebbero servire 2 miliardi euro. I lavoratori ancora in attesa delle mensilità arretrate del 2012. Cgil tenta la "causa pilota" con ingiunzione di pagamento all'Inps

Una protesta davanti alla prefettura (foto d'archivio).

LECCE – Il campanello d’allarme per l’esaurimento delle risorse destinate alla cassa in deroga è già abbondantemente suonato. L’ultimo, in ordine di tempo, a prender parola è stato proprio il nuovo assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli. Il componente della giunta Vendola non ha lasciato spazio a dubbi: i fondi del recente decreto del governo Letta, non ancora erogati, tirano la coperta fino alla fine di luglio. Ed agosto si apre con l’ennesima incognita del rifinanziamento o dei licenziamenti per migliaia di persone che, fin’ora, hanno potuto contare almeno sulla copertura degli ammortizzatori sociali.

Ma i conti, ancora una volta, non tornano. A detta delle segreterie sindacali sono sempre i bilanci di previsione a non funzionare: quel miliardo di euro, ritenuto in prima battuta sufficiente, potrebbe persino raddoppiare per arrivare a salvare l’intero 2013. Il tutto mentre il boom di richieste schizza al più 30 percento rispetto al 2012.

E mentre un piccolo esercito di cassaintegrati torna a bussare alle porte dei sindacati, in toni poco ragionevoli (come spiega Salvatore Arnesano, numero uno di Cgil Lecce), non è svelato ancora il mistero degli annosi ritardi nell’erogazione delle mensilità dell’anno appena finito. Che pure dovevano essere messe al riparo dal doppio finanziamento nazionale e regionale, già stanziato.

Così tra chi attende incredulo, e non di meno esasperato, l’assegno per i mesi di novembre e dicembre 2012, non mancano quei lavoratori che hanno accumulato un ritardo addirittura peggiore. L’Inps da un lato procede a versare quanto dovuto per il 2013, a scaglioni, e sempre relativamente ai fondi che le vengono versati in cassa. Mentre i buchi dell’anno precedente appaiono un problema lontano, scivolato nel dimenticatoio.

Com’è possibile? “Stiamo cercando di venire a capo della situazione – spiega il segretario di Cgil Lecce- . Ma di chiunque sia la responsabilità, della Regione Puglia, del governo centrale o dell’Inps, ciò che conta è che i lavoratori ottengano risposte certe e garanzie su un diritto acquisito”.

Per trovare il bandolo della matassa, il sindacato ha lanciato una “causa pilota” che potrebbe rapidamente estendersi a macchia d’olio: i legali di Cgil sono all’opera per inviare il primo decreto ingiuntivo di pagamento direttamente all’Inps, per conto di un lavoratore del comparto calzaturiero.

Un caso che potrebbe diventare un’apripista per analoghe situazioni. Anche se il segretario frena rispetto alle ipotesi di “sciacallaggio” messe in atto da chi, in una situazione di crisi, trova sempre il modo di approfittarne: “Bisogna attendere gli esiti di questa prima causa per allargare questo strumento legale all’intera platea dei lavoratori”.

Di certo, i fondi regionali per gli ammortizzatori in deroga del 2012 sono stati abbondantemente utilizzati. Mancherebbero delle somme aggiuntive per coprire l’intera platea degli aventi diritto, ben superiori alle previsioni iniziali. “I conti sulla non tornano nel bilancio consuntivo dell’anno appena trascorso”, spiega il sindacalista.

Ma il conto alla rovescia fino al previsto esaurimento delle ultime risorse è già iniziato. E le certezze vacillano. I sindacati confederali spiegano di non aver altra chance se non quella di tornare a Roma per reclamare, direttamente al governo, le misure urgenti per il rifinanziamento degli ammortizzatori. “Questo è il primo punto della piattaforma comune che Cgil, Cisl e Uil presenteranno all’esecutivo nel corso della grande manifestazione del 22 giugno”, conclude Arnesano.

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