Martedì, 27 Luglio 2021
Economia

“Estenuante attesa della cassa integrazione”. Lavoratori del Tac sul piede di guerra

Manca la firma del ministero del Lavoro sui decreti per i dipendenti delle aziende Servizi tessili srl di Nardò, Romano spa di Matino e Filanto spa di Casarano. Ancora nessuna novità per il buco salariale di 5 mesi dei lavoratori di tre società del cluster Filanto

Una manifestazione dei lavoratori Filanto (foto d'archivio).

LECCE - Sono tanti, troppi, i lavoratori e le lavoratrici che hanno subìto le conseguenze del tracollo del comparto tessile, abbigliamento e manifatturiero in provincia di Lecce: tagliati fuori dal circuito produttivo, un tempo fiore all’occhiello del distretto manifatturiero del basso Salento, continuano a combattere per ottenere una semplice firma per l’erogazione degli ammortizzatori sociali.

La rete della burocrazia sta avviluppando, come in una trappola, l’esistenza di molti dipendenti delle aziende Servizi tessili srl di Nardò, Romano spa (MeltinPot) di Matino e Filanto Spa di Casarano che da molto tempo la firma del decreto di cassa integrazione da parte del ministero del Lavoro.

Senza dimenticare i termini degli accordi: l’ultimo, firmato il 21 maggio scorso presso il ministero dello Sviluppo economico, ha previsto e sancito la convocazione di un nuovo incontro a Roma, presso il dicastero del Lavoro al fine di risolvere la vicenda dei cinque mesi di Cig (da agosto a dicembre 2013) spettanti ai lavoratori di tre aziende del cluster Filanto: Zodiaco, Tecnosuole e Labor.

“Siamo convinti che ci spetti una risposta, qualunque sia, necessaria a chiarire tutta la vicenda e utile, se positiva, a dare ai lavoratori il beneficio economico spettante per i suddetti mesi di cassa integrazione – spiegano i segretari delle tre sigle Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec  Uil -  come pure necessita la firma immediata dei decreti delle restanti aziende del Tac per dare respiro e tranquillità economica ai lavoratori interessati, da troppo tempo senza sostegno al reddito”.

I sindacalisti appartenenti alle tre categorie ritengono “non più rinviabili le risposte alle necessità suddette” e preannunciano la possibilità di intraprendere nuove azioni di lotta, anche nel giro di pochi giorni, finalizzate alla convocazione dell'incontro e all'ottenimento della cassa integrazione richiesta.  

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