Mercoledì, 23 Giugno 2021
Economia

Crisi e lavoro sotto scacco, aumento esponenziale della cassa integrazione straordinaria

Le aziende salentine hanno approfittato dell'azzeramento del conteggio nel quinquennio precedente, per ripartire con le richieste. Per Salvatore Giannetto, della Uil, accanto a deboli segnali di ripresa ci sono interi settori ancora in gravi difficoltà

Lavoratori ex Bat (foto di archivio).

LECCE – La cassa integrazione, riferita al mese di novembre, è cresciuta del 164,7 per cento rispetto a ottobre. L’incremento spiega – secondo l’ufficio Politiche del lavoro della Uil su dati dell’Inps - soprattutto con l’aumento esponenziale di quella straordinaria, pari all’810 per cento. E’ diminuita quella ordinaria (-8,4 percento), salita invece quella in deroga (105 percento).

Si tratta di uno scenario diverso rispetto a quello di ottobre, in cui la cassa straordinaria era diminuita dell’83,8 per cento su settembre e l’ordinaria in aumento del 37,5 per cento. Questa totale inversione di tendenza si spiega con il fatto che la cassa integrazione straordinaria, con i decreti approvati a fine settembre, è stata autorizzata fino a un massimo di due anni (prima erano tre in cinque anni), ma con l’azzeramento del conteggio rispetto al periodo precedente.   

Per il segretario provinciale della Uil, Salvatore Giannetto “l’aumento sostanziale delle ore autorizzate nella nostra provincia non può non preoccupare in quanto, per le caratteristiche di questo strumento di protezione sociale, sembra mantenersi alto il numero di imprese che sono costrette a dolorosi processi di ristrutturazione. In sostanza il sistema produttivo sembra un puzzle in cui convivono settori in leggera ripresa con altri in cui la crisi è ancora profonda”.

Il sindacalista rimarca anche l’assenza di risposte da parte delle istituzioni alle maggiori vertenze  che riguardano il territorio salentino: “Solo per fare un esempio, alcune vertenze del settore industria rischiano di finire su un binario morto, dalla Bat all’Omfesa, per l’assenza di una politica industriale che rimetta in campo investimenti e riqualificazione delle maestranze, al fine di una loro ricollocazione e di nuova occupazione giovanile. Pertanto la sfida che ci attende in questo nuovo anno non sarà solo quella di assicurare gli stipendi ed evitarne il fallimento, perché è necessario un rilancio che passi attraverso la regionalizzazione ed un vero piano industriale”.

“La nostra analisi conferma ad ogni modo che la cassa integrazione rimane uno scudo importante per evitare il passaggio alla disoccupazione e non può non preoccupare che gli ultimi interventi legislativi - Jobs act - l’abbiano significativamente indebolita”.

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