Cassa integrazione in crescita, è allarme: 8,7 percento in più a maggio

Oltre 80mila ore autorizzate nei primi cinque mesi dell’anno in provincia di Lecce. Giannetto: “Aziende in sofferenza, servono politiche mirate alla crescita"

Foto di repertorio

LECCE - Aumenta il ricorso delle aziende salentine alla cassa integrazione che, nel mese di maggio, è cresciuta dell'8,7 percento. E non è una buona notizia per il mondo del lavoro.

L'allarme, l'ennesimo, è lanciato dalla Uil. Questi i nuovi dati diffusi dal servizio politiche del lavoro: sono 80 mila 503 le ore complessivamente autorizzate dall’Inps, contro le 74 mila ore di aprile. Le richieste riguardano solo interventi di cassa integrazione ordinaria. Intanto la cassa in deroga è giunta ormai agli sgoccioli.

Nei primi cinque mesi dell’anno, la cig a Lecce e provincia registra in totale 484 mila 480 ore, in calo del 47 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018.

Nel dettaglio, tra gennaio e maggio, sono state autorizzate 481 mila ore di cig ordinaria (+8,5 percento) e 3 mila 380 di cig straordinaria (-98,7 percento). Un'analoga flessione è stata registrata anche nelle altre provincie pugliesi.

A livello regionale, la maggior parte delle ore sono assorbite dall’Industria, per un totale di poco più di 7 milioni di ore, a cui seguono l’edilizia con 1 milione 694mila, il commercio con 401mila e l’artigianato.

“I dati mostrano che siamo in presenza di uno stato di forte sofferenza di una parte del nostro sistema produttivo ed occupazionale a cui occorre fornire non solo i necessari ammortizzatori sociali, ma strumenti e politiche mirate alla crescita, competitività e sviluppo”, è il commento di Salvatore Giannetto, segretario generale Uil Lecce.

“Il balzo delle ore richieste dagli imprenditori salentini – sottolinea - vuol dire che non ci sono certezze sulle prospettive, sugli ordinativi, sull'attività futura. Significa che le nostre imprese sono su un crinale pericoloso e con esse i lavoratori. La situazione è davvero allarmante, perché il quadro occupazionale in Puglia è già da bollino rosso: secondo gli ultimi dati di Eurostat sull'occupazione tra i 20 e i 64 anni, la Puglia è al 49,4 percento contro la media Ue del 73 percento”.

Secondo il numero uno della Uil di Lecce, per uscire da questa situazione “occorre dare priorità alle politiche attive del lavoro per creare buona occupazione, agli investimenti sulle infrastrutture che mancano in un Salento tagliato fuori dal resto d’Italia nonostante gli imponenti flussi turistici e, infine, occorre continuare l’azione di bonifica del territorio dall’illegalità attraverso la lotta al malaffare e alla criminalità organizzata che sempre di più tenta di impossessarsi delle nostre attività produttive”.

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