Lunedì, 14 Giugno 2021
Economia

Cassintegrati ancora a secco, nuova bufera sui corsi

La Cgil ha inviato in Regione una lettera sollecitando ancora una volta i rimborsi per i corsi di formazione "Welfare to work". E diversi lavoratori sono anche senza sussidio. Rabbia pure in Adelchi

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LECCE - La Cgil Lecce ha inviato questa mattina all'assessore regionale alla Formazione Alba Sasso, all'assessore al Lavoro Elena Gentile e, per conoscenza, al presidente della Regione Nichi Vendola e alla vicepresidente Loredana Capone, l'ennesima lettera con la richiesta di superare al più presto la situazione di stallo in cui versa la vicenda dell'erogazione dei rimborsi spesa destinati ai lavoratori cassintegrati che hanno frequentato, obbligatoriamente, i corsi di formazione "Welfare to work". Le somme, infatti - sottolineano dal sindacato -, da oltre otto mesi, non sono state ancora corrisposte ai lavoratori, molti dei quali sono anche in attesa del sussidio di cassa integrazione, in ritardo di diversi mesi.


"La Regione Puglia - si legge nella missiva -, nel mese di giugno, aveva assicurato che, a seguito di ulteriori verifiche, erano stati superati tutti gli elementi ostativi all'erogazione delle somme dovute ai cassintegrati. Ad oggi, nonostante le reiterate sollecitazioni, sia da parte dei lavoratori stessi che da parte della nostra organizzazione sindacale, non ci risulta che il problema sia stato risolto e che le somme siano state corrisposte ai lavoratori". E si tratta di una situazione esplosiva, visto "il grado di tensione accumulata, anche a causa dei ritardi nei pagamenti della cassa integrazione in deroga regionale".

Sulla vicenda, scende in campo ancora una volta anche il comitato "Michele Frascaro" dei lavoratori auto-organizzati del gruppo Adelchi di Tricase, che tacciano l'amministrazione regionale pugliese di irresponsabilità. Del fatto s'è discusso nel corso di un'assemblea. "Tali corsi - dicono i lavoratori - nulla hanno aggiunto al nostro bagaglio di conoscenze e preparazione mentre si sono rivelati un'enorme perdita di tempo e soprattutto di soldi. Denaro che poteva essere speso in maniera più costruttiva concedendoci la possibilità di formarci professionalmente in settori più consoni alle richieste del mondo del lavoro attraverso uno screening di quelle che sono le esigenze territoriali".

Il comitato denuncia anche che il suo grido di dolore è rimasto a tutt'oggi inascoltato, giacché più volte, anche tramite la stampa, ha chiesto lumi alla Regione Puglia. E invece "oggi - aggiungono - veniamo a conoscenza che si sta preparando a riproporre anche quest'anno la medesima formazione senza aver ottemperato, cosa più grave, neppure agli obblighi di pagamento, previsti dalla delibera regionale stessa, delle indennità dello scorso anno spettanti ai lavoratori in cassa integrazione".


I lavoratori ricordano di essere "i diretti interessati e destinatari di queste misure previste dal welfare ma, a quanto pare, la nostra opinione resta inascoltata, mentre veniamo usati, anche con il ricatto, come ingranaggio della macchina spreca-denaro-pubblico". Nell'appello, rivolto in modo diretto alla dirigente del servizio, Luisa Anna Fiore, ricordano: "Siamo in cassa integrazione in deroga nostro malgrado, avremmo di certo preferito continuare a lavorare, ma non possiamo assolutamente privare i nostri figli del minimo indispensabile come i libri per la scuola, sperando che il loro futuro sia migliore di quello che oggi noi riusciamo ad immaginare. Riteniamo quindi da irresponsabili l'assenza di una risposta alle nostre continue sollecitazioni fatte nel mese di agosto attraverso gli organi di stampa e i media anche in merito a quest'argomento: le indennità di cassa integrazione per i mesi di luglio e agosto non sono a tutt'oggi pervenute e non è per noi una consolazione o una giustificazione se l'accordo al ministero è stato firmato con ritardo solo il 29 agosto. Di questo non siamo certo noi responsabili, ma lo è un'amministrazione - concludono - che chiude gli uffici per ferie senza preoccuparsi di verificare che le procedure di pagamento Cig siano partite".

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