Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Menti brillanti alla riscossa: storie di studenti che danno prospettive al Salento

Cesare Pecone ha 22 anni, è di Taurisano, e con due amici ha sbaragliato altri 2mila 200 ragazzi nel concorso nazionale "Business talent", in cui quarti sono arrivati per giunta quattro ragazzi di Copertino. E poi c'è Antonio Scarnesa, che a soli 16 anni è imprenditore dell'Information technology

Cesare Pecone è il primo a sinistra.

MILANO – Abbasso i luoghi comuni. Chi pensa che il prototipo del meridionale medio sia quello dello sfaccendato pronto a rendere favori al politico di turno per elemosinare un lavoro, deve ricredersi. E’ un obbligo morale, perché non tutte le nuove leve crescono male. E i salentini in particolare, quando mettono in funzione le rotelle, dimostrano di avere molta materia grigia. Specie se si tratti di attività d’impresa.

Le pagine di cronaca regalano troppo spesso vicende tristi. Giovani vite spezzate lungo le strade per una birra di troppo, famiglie sgretolate per ragazzi che preferiscono spacciare droga che cercare un’occupazione. Si finisce così per dimenticare la parte forte e sana, tutti quei volti oggi ancora anonimi, che popolano scuole e università. L’avvenire di un Paese perennemente in bilico e che ha bisogno di una classe dirigente fresca, nuova.

Sono storie che valgono la pena di essere raccontate, specie in questo periodo in cui i dati statistici su disoccupazione e cassa integrazione fanno crollare la fiducia sotto la soglia della depressione, perché sembrano aprire un timido, ma pur importante spiraglio luminoso verso il futuro.

Cesare Pecone ha solo 22 anni e viene dal profondo sud, che più profondo non si può. E’ di Taurisano ed è iscritto al secondo anno di Ingegneria elettronica al Politecnico di Torino. Insieme con due amici, Matteo Bozzone di Carcare (Savona), che frequenta anch’egli Ingegneria elettronica, e Simone Lanzafame di Giarre, provincia di Catania (toh, un altro meridionale), iscritto a Ingegneria informatica, hanno deciso nei mesi scorsi di raccogliere la sfida lanciata dal concorso “Business talent”. Le finali si sono svolte di recente a Milano e ne ha trattato quello anche quello che è oggi probabilmente il più autorevole giornale italiano, in quanto a rigore: il "Sole 24 Ore".  

Il concorso è iniziato a febbraio e non è stato certo uno scherzo. Vi hanno partecipato 665 squadre provenienti da tutta Italia, per oltre 2mila e 200 studenti.

Per il taurisanese e i suoi amici computer e altre diavolerie dell’elettronica non hanno segreti. Quanto a fare impresa, però, erano totalmente a digiuno. E dotati anche di una notevole carica di autoironia, hanno deciso di chiamarsi “Pollitecnici”. Già, ma tanto polli, poi, non devono essere, se è vero che, un colpo dietro l’altro, hanno sbaragliato tutti i competitor (usando un termine caro all’economia attuale), fino ad aggiudicarsi il podio, il 31 maggio scorso.

Il progetto consisteva in una vera e propria simulazione d’impresa, con il sistema Praxis Mmt.  Ebbene, il salentino e gli altri due ragazzi, sono riusciti a cumulare (virtualmente, s’intende) profitti per più di 260 milioni di euro, il che ha fatto scattare il primo premio, consistente in mille euro. Altri 500 ne hanno incassati per aver vinto una delle quindici simulazioni faccia a faccia previste nell’arco delle finali. Per uno di loro, è stato previsto anche uno stage presso Unipol, che ha sponsorizzato l’evento. L’aspetto peculiare è che nessuno ha mai preso in mano un libro di economia. Evidentemente, l’avevano innata nel sangue a loro stessa insaputa.

E la soddisfazione raddoppia, per il Salento, se si considera che al quarto posto si sono piazzati atri quattro ventenni, tutti salentini di Copertino: Nicol e Cosimo Nestola, insieme con Lorenzo ed Emanuele Nobile, ragazzi che frequentano il primo e il secondo anno di Economia e finanza presso l’Università del Salento. A loro sono andati 700 euro.

Insomma, altre quattro menti brillanti, in grado di giostrare agevolmente sul mercato e di tenere testa all’agguerrita concorrenza, operando scelte di mercato strategiche, dal lancio dei prodotti, fino all’assunzione di personale.

Chi ha superato a piè pari la fase virtuale e s’è già messo in affari, però, è un altro giovane salentino, Antonio Scarnera (nella foto in basso)!cid_image001_jpg@01CF78DB-2. E pensare che ha appena 16 anni ed è ancora studente. Frequenta l’indirizzo informatico dell’Istituto “Galilei - Costa” di Lecce.

“Ai clienti non dico mai la mia età perché siamo in Italia e perderei credibilità”, dice. Ogni mese, però, stila i suoi bilanci e ammette: “La mia azienda è in crescita, non lo nascondo”. Rimboccandosi le maniche, è diventato, tout court, imprenditore del settore Information and communication technology.

Quella di Antonio è ancora una start up, ma se il volume d’affari sarà buono, potrà consolidarsi sul mercato. E farne il trampolino per il proprio futuro. Il ragazzo leccese ha creato il servizio “Island of Host”, con cui, grazie ad una tecnica di parcellizzazione, riesce a fornire domini, server dedicati e altri servizi web a prezzi accessibili.

A scuola ha trovato più della normale formazione culturale: un “incubatore” o “acceleratore” di start up, una struttura che favorisce la creazione di piccole nuove imprese.

Non è nemmeno il primo. L’anno scorso ha fatto faville un altro studente della stessa scuola, il 18enne non vedente Vincenzo Rubano https://www.lecceprima.it/cronaca/esame-di-stato-superato-per-vincenzo-rubano-9-luglio-2013.html, che ha attivato un progetto informatico denominato “Ti tengo d’occhio”. Si tratta di un servizio di controllo e denuncia di programmi e siti web poco o per nulla accessibili per persone cieche e ipovedenti.

Tornando sul fronte di “Island of Host”, anche se Antonio è attivo da pochi mesi, è stato già notato dall’assessore all’Innovazione tecnologica del Comune di Lecce, Alessandro Delli Noci, dal project manager & founder di The Qube e co-founder di Mrs snc, Salvatore Modeo e dal giornalista Riccardo Luna. Quest’ultimo l’ha invitato l’8 maggio scorso a salire sul palco del “Next” di Lecce per raccontare al pubblico la sua storia.

“Island of Host è un sito con cui offro servizi web ad imprese e ad altri startupper a prezzi inferiori a quelli di mercato. – ha raccontato -.  E’ nato da un problema che ho avuto io la scorsa estate quando cercavo degli spazi web e server dedicati per un mio progetto ma erano tutti prezzi proibitivi per me che ero un semplice studente delle superiori. Così mi è venuto in mente di creare un qualcosa che in realtà in Italia non c’era ancora”.

“Il primo ostacolo – ha detto - è derivato dalla mia età, troppo poca per avere un’azienda a proprio nome, ed è in questo che ho trovato supporto a scuola. Fornisco assistenza 24 oe a clienti molto più grandi di me e la gestisco direttamente io”.

Piccole, grandi storie di una terra, il Salento, che forse può guardare più serenamente di quanto creda in prospettiva, grazie all’impegno dei suoi figli migliori.   

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