Domenica, 13 Giugno 2021
Economia

Sprechi al museo Castromediano? Cgil denuncia: “Pubblicazioni tenute sotto chiave”

Nonostante i proclami dell'amministrazione provinciale, secondo la Funzione pubblica del sindacato la gestione lascia a desiderare. "Volumi preziosi che potrebbero interessare ai turisti, clima da caccia alle streghe per i lavoratori"

Il museo Castromediano di Lecce

LECCE – La coda dell’estate porta con sé le consuete polemiche sui risvolti del turismo di massa. Mal gestito, nella maggioranza dei casi, e di basso profilo. Nella querelle si sono inserite autorevoli voci della società civile e delle istituzioni che, trasversalmente, sono ritornate ad auspicare (e sollecitare) una svolta: quella del turismo capace di scommettere sul potenziale artistico e culturale del territorio.

Oggi gli esponenti del sindacato Fp Cigl di Lecce hanno voluto accendere un faro anche sugli sprechi che caratterizzerebbero la gestione del patrimonio culturale. A cominciare dal museo provinciale sito nel capoluogo, il Sigismondo Castromediano, fiore all’occhiello del sistema museale salentino.  

“Nonostante quanto affermato, più volte, dal presidente Antonio Gabellone e dalla vice presidente Simona Manca, da ultima la conferenza stampa di inizio estate, sulle possibilità di rilancio del museo – spiega il responsabile della Funzione pubblica Cgil, Paolo Taurino -, si tengono colpevolmente chiuse sotto chiave delle pubblicazioni scientifiche acquistate a caro prezzo dalla comunità e che, invece, potrebbero essere di ausilio ai numerosi turisti che affollano la città di Lecce”. Volumi acquistati nel mese di marzo, per un totale di svariate migliaia di euro, su cui graverebbe un divieto burocratico di accesso per gli operatori museali.

Secondo Taurino queste preziose pubblicazioni, al contrario, dovrebbero essere completamente fruibili e  distribuite ai turisti che ne fanno richiesta, così come avveniva nel passato dagli operatori culturali, dipendenti diretti e indiretti, in servizio presso il museo. Se non fosse, appunto, “per il divieto imposto dalla dirigenza della struttura”. La denuncia di Fp Cgil non tralascia le condizioni di lavoro: “Il clima generale nel quale lavorano le maestranze è intriso di una vera e propria caccia alle streghe generata dalla estrema e ammorbante burocratizzazione nell’espletamento dei servizi, mai volta alla cura e alla crescita del numero dei fruitori delle opere museali”.

Il quadro è completo se si aggiunge la stretta economica, sulle risorse destinate al salario accessorio, che sarebbe stata “imposta” a tutto i dipendenti del servizio, compreso il personale turnista nel garantire i servizi di vigilanza, festiva e notturna, del museo. Il dirigente sindacale si dice intenzionato a risolvere la vicenda attraverso il diretto intervento del presidente Gabellone. E preannuncia la convocazione, a stretto giro di posta, di un’assemblea di tutto il personale.

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