Chiusura di due sedi Comdata: sciopero di solidarietà anche a Lecce

Gli operatori si fermeranno per due ore. I sindacati temono "effetto domino" per le sedi italiane e contestano "la coincidenza temporale con cui l'azienda ha annunciato nuove assunzioni"

LECCE – Incroceranno le braccia per due ore, domani, a fine turno per aderire allo sciopero nazionale di Comdata. Gli operatori della sede leccese del call center, peraltro la più grande azienda della provincia con i suoi mille e 200 lavoratori a tempo indeterminato, sono infatti preoccupati di un presunto effetto domino delle chiusure disposte dal gruppo.

All’inizio di maggio Comdata group ha annunciato l’intenzione di chiudere gli stabilimenti di Padova e Pozzuoli: una doccia fredda per i lavoratori che ora temono per il posto di lavoro. I referenti di Fistel-Cisl, Slc-Cgil e Uilcom-Uil intanto hanno fatto muro per salvaguardare i livelli occupazionali, chiedendo all’azienda di mantenere operative tutte le sedi su scala nazionale.

“Comdata ha anche comunicato l’intenzione di procedere con degli spostamenti di attività da un sito all’altro, svuotando del tutto Padova e Pozzuoli”, spiegano i segretari Gianni Bramato, Tommaso Moscara e Massimo Passabì.

“Se si affermasse questa linea sulle chiusure – spiegano loro- i dipendenti di Comdata potrebbero pericolosamente e potenzialmente subire lo stesso trattamento su qualunque altro sito e territorio. Difendere i posti di lavoro di Padova e Pozzuoli significa di fatto difendere i posti di lavoro di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori di Comdata. Anche di quelli leccesi. Per questi motivi le segreterie provinciali di Fistel-Cisl, Slc-Cgil e Uilcom-Uil aderiscono allo sciopero di domani”.

Ma c’è di più. I sindacalisti contestano anche “la coincidenza temporale” con cui l’azienda avrebbe annunciato 220 nuove assunzioni, delle quali 160 sul sito di Cagliari e 60 sul quello di Lecce. Un’indiscrezione, diffusa a mezzo stampa, tutta da verificare: “Pur apprezzando l’intenzione di Comdata, resta il dubbio che notizie di questo tipo vengano diffuse alla vigilia di una mobilitazione nazionale per smorzarne gli effetti – puntualizzano -. Spiace apprendere notizie di questo genere da fonti di stampa: le segreterie provinciali di queste organizzazioni sindacali, infatti, ad oggi non hanno ricevuto alcuna comunicazione in merito”.

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