Economia

Operatrici del nido “Green” sul piede di guerra. Cisal polemizza con il consorzio

Dopo la smentita sui pagamenti delle lavoratrici dell'asilo comunale da parte di Cesfet, arriva la replica del sindacato Cisal: "Lo stato di disagio scaricato sulle operatrici. Il sindaco Perrone convochi un incontro urgente"

Foto di repertorio (@TM News/Infophoto)

LECCE - La Cisal Terziario, in riferimento alla polemica legata allo stato di agitazione proclamato per il ritardo nei pagamenti delle retribuzioni delle dipendenti dell’asilo nido comunale “Nicholas Green”, precisa che “le dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione dal consorzio Cesfet, non rispondono nella maniera più assoluta alla verità, in particolare nella parte in cui afferma che il pagamento non veniva effettuato a causa dell’inadempienza del Comune di Lecce”.

“La nostra organizzazione sindacale ha da tempo richiesto l’intervento dell’ente appaltante per esporre la grave difficoltà di operare all’ interno di tale struttura, poiché durante gli incontri con le dipendenti il consorzio utilizza un comportamento non consono al rispetto della dignità personale e professionale, esternando di prendere provvedimenti disciplinari nei confronti delle stesse. – spiega la nota diffusa da Cisal – Il consorzio ha utilizzato vari comunicati indirizzati ai genitori,  in cui lo stato di disagio creato veniva addebitato solo ed esclusivamente alle operatrici”.

“Anche per quanto riguarda la riqualificazione del personale, le organizzazioni sindacali rammentano che il miglioramento sia contrattuale che economico è frutto di una lunga ed estenuante trattativa,  prima con l’ente appaltante e successivamente con l’ azienda aggiudicataria. – prosegue - Facendo presente che i diritti acquisiti danno serenità e sicurezza sul futuro occupazionale delle dipendenti, chiediamo al sindaco Paolo Perrone di indire un incontro celere per valutare e risolvere tali situazioni e, non ultima, la gara di appalto in essere”.

La Cisal terziario fa presente che tutelerà in tutte le sedi competenti eventuali sanzioni disciplinari, con tutte le prerogative consentite dalla Legge.  

 

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