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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Economia

Cnhi di Lecce, Fiom: “L’ultima ruota del carrozzone ex Fiat”

Fiom Cgil denuncia il mancato riconoscimento del premio di risultato agli operai dello stabilimento

LECCE – Fiom Cgil di Lecce passa al contrattacco e denuncia presunte discriminazioni a danno dei dipendenti del gruppo Fca-Chni nell’ambito del settore metalmeccanico. “Non ci piace dire ve lo avevamo detto, ma dobbiamo farlo –esordisce la segretaria generale Fiom Cgil, Anna Rita Morea - . Con il contratto collettivo specifico di lavoro (Ccsl) firmato da Fim Cisl Fismic Uilm Uil Uglm e Aqp, hanno infatti già perso una quota del salario strutturato che gli altri metalmeccanici percepiscono (circa 75 euro al mese)”.

“Ora, qui a Lecce, come a Piacenza, oltre al danno i lavoratori subiscono la beffa: perché non riescono a prendere un premio di risultato, totalmente variabile, che noi non firmatari del Ccsl non abbiamo potuto monitorare – prosegue-b. I sindacati che hanno firmato questo accordo, però, e l'azienda, avrebbero dovuto vigilare affinché venisse erogato il premio ai lavoratori che hanno lavorato tutto l'anno facendo anche straordinari. Evidentemente, grazie a un accordo capestro e a un metodo di calcolo farraginoso, il risultato prodotto è stato zero”.

Fiom Cgil si augura che tutto ciò non abbia un effetto negativo sugli investimenti annunciati per il sito di Lecce: “Riteniamo infatti che spostare la produzione di Berlino, residuale rispetto alla produzione di Lecce (stiamo parlando di un incremento di 50 macchine all'anno rispetto alle 12 a turno che si producono attualmente a Lecce), non avrà ricadute occupazionali”.

“Resta l'amarezza di chi, come noi, ascolta le ragioni di tutti i lavoratori e le lavoratrici, quelli della Cnhi e quelli dell'indotto, ormai ridotto al lumicino e in forte sofferenza per merito delle politiche industriali di Cnhi”, aggiunge Morea.

Fiom Cgil, oltre a impegnarsi a fare tutto ciò che è consentito dalla legge per garantire una condizione di vita e di lavoro dignitosa per questi lavoratori, nei prossimi giorni lancerà una campagna straordinaria di iniziative volta a informare ogni dipendente del comparto automotive nella provincia di Lecce. A partire dallo stabilimento di Cnhi,  si terranno volantinaggi e assemblee per spiegare cosa è accaduto nel gruppo ex Fiat e chi lo avrebbe permesso, firmando quel contratto.

Il sindacato dichiara di esseri impegnato, con tutte le sue forze, nella riforma del modello contrattuale e con il percorso di proposta per la Carta dei diritti universali del lavoro, un nuovo Statuto dei lavoratori che porterà tutti, dai metalmeccanici ai lavoratori a partita iva, a esprimersi su ciò che li riguarda in termini di equo salario e condizione di lavoro al fine di riunificare tutto il mondo del lavoro e di eliminare le disuguaglianze tra gli operai.

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