Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Condotta sottomarina, “speranza di risanamento” per l’intero territorio

L’ex presidente del consiglio al Comune di Porto Cesareo lancia l’allarme sull’infrastruttura già finanziata che andrebbe a servire anche Nardò: “Obiettivo è il recupero alla balneazione e il risanamento di un tratto di costa”

PORTO CESAREO – “Profonda e continua amarezza” nel constatare “l’assurda ed anacronistica presa di posizione assunta da alcuni rappresentanti del Comune di Nardo’ sulla questione della progettata e già finanziata condotta sottomarina che andrebbe a ‘servire’ sia il Comune di Nardò che il Comune di Porto Cesareo”. È questo quanto afferma Eugenio Sambati, ex presidente del consiglio comunale di Porto Cesareo, anche a nome della propria cittadinanza.

“Ritengo, infatti, che tale atteggiamento assolutamente non corretto – precisa in una nota -perde di vista quello che è l’obiettivo principale che la Regione Puglia e l’Aqp hanno inteso raggiungere attraverso la progettazione ed il finanziamento di tale importante opera pubblica e cioè il recupero alla balneazione ed il sostanziale risanamento di un intero tratto di costa che parte dal confine con la Provincia di Taranto ed arriva sino a ben oltre i confini territoriali del Comune di Nardò”.

Alla luce di ciò, apparirebbe incomprensibile “il continuo, ed ormai noto atteggiamento, di una parte della classe politica neretina, la quale, anziché porsi come motore della crescita, della tutela ambientale e dello sviluppo economico dell’intero arco jonico – talentino, preferisce compiere delle scelte di retroguardia volte a difendere esclusivamente il particolare ed il contingente”.

“A questo punto – asserisce - è auspicabile che l’amministrazione provinciale, quale organo super partes e nell’ambito di una logica di sistema integrato, si impegni, sin da subito, per cercare di ottenere, insieme ai rappresentanti delle comunità cesarina e neretina, sia di maggioranza che di opposizione, tutte quelle ulteriori ed eventuali modifiche del progetto già finanziato, quali la realizzazione di un depuratore di ultima generazione per Porto Cesareo, la realizzazione della rete fognaria anche a Sant’Isidoro, il prolungamento della condotta sottomarina ad almeno a due miglia e mezzo dalla costa ovvero lo scarico in battigia, l’eventuale modifica del tracciato già elaborato, ed infine l’utilizzo delle acque depurate anche per scopi irrigui”.

Per Sambati, è innegabile che tali ulteriori scelte progettuali, ove realizzate, consentirebbero, non solo di non perdere il finanziamento già ottenuto che per Porto Cesareo rappresenta l’ultima speranza di risanamento e riqualificazione del proprio territorio, ma anche “di compiere un notevole salto in avanti nella crescita - anche ambientale – dell’intero nostro territorio, così impedendo di gettare via il bambino con tutta l’acqua sporca”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Condotta sottomarina, “speranza di risanamento” per l’intero territorio

LeccePrima è in caricamento