Lunedì, 27 Settembre 2021
Economia

Accesso al credito, alle piccole imprese restano le briciole

Da giugno a novembre le erogazioni sono aumentate dell'1,3 per cento ma per la maggior parte ne hanno beneficiato le aziende con oltre 20 unità. In undici mesi in provincia di Lecce 4 miliardi e 24 milioni di euro

 

LECCE - L'accesso al credito continua ad essere la questione più urgente da affrontare per difendere le imprese dalla morsa della crisi. Il tema è prioritario anche nell'agenda politica, nazionale e non solo. Pochi giorni addietro  Alfredo Mantovano del Pdl e Francesco Boccia del Pd hanno incontrato i vertici regionali della Banca d'Italia e dell'Associazione bancaria e a fine mese, con il coordinamento del prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, ci sarà un incontro plenario per cercare una strategia comune che consenta al territorio di venire fuori in tempi rapidi da una fase che sta arrecando ingenti danni, in primis in termini occupazionali, al sistema produttivo del Salento.
 
L'Osservatorio economico di Confartigianato ha reso noti i dati elaborati dall'Ufficio studi. In provincia di Lecce, dal 30 giugno al 30 novembre scorsi, la dinamica del credito è cresciuta appena dell’1,3 per cento. In questi cinque mesi sono stati concessi alle imprese 56 milioni di euro che si aggiungono ai tre miliardi e 968 milioni di euro erogati nei sei mesi precedenti. Per un totale, in undici mesi, di quattro miliardi e 24 milioni di euro.
 
La parte del leone è stata fatta dalle aziende più grandi. Ben due miliardi e 777 milioni sono andati infatti alle mprese con più di venti unità, mentre la parte restante - un miliardo e 247 milioni - hanno finanziato quelle più piccole, nonostante queste ultime rappresentino la quasi totalità delle aziende della provincia di Lecce. 
 
 "La crisi di fiducia sul debito italiano - ha spiegato il presidente della cooperativa di garanzia L’Artigiana, Corrado Brigante - accentua il fenomeno del credit crunch (stretta del credito). In particolare - precisa Brigante - l’incremento dei tassi sul mercato di titoli di stato ha contagiato il mercato del credito al sistema produttivo: a dicembre, il tasso medio per le imprese sui nuovi finanziamenti di qualsiasi importo è stato dell’1,39 per cento più alto rispetto all’anno prima, mentre quelli fino ad un milione di euro mostrano un tasso ancor più elevato dell’1,74 per cento". Così il tasso alle imprese, per importi fino a 250mila euro, arriva al 5,28 per cento.
 
"I tassi pagati dalle imprese - rileva Amedeo Giuri, direttore di Confartigianato Imprese Lecce - sono sempre più sganciati dall’Euribor. La crisi del 2008 ha innalzato il divario fra i tassi di interesse bancari e l’Euribor a tre mesi che ha oscillato attorno al punto e mezzo percentuale per oltre due anni. Dal minimo dell’1,53 per cento registrato a maggio 2011, lo spread ha iniziato a crescere ininterrottamente toccando il 2,75 per cento, il valore più alto dal 2008".
 
Se il dato della provincia di Lecce sembra sostanzialmente omogeneo a quello delle restanti province pugliesi, impietoso è il confronto tra il Mezzogiorno e le altre macroregioni italiane.  Nello specifico, alle imprese di Bari sono stati concessi undici miliardi e 825 milioni, a quelle di Foggia quattro miliardi e 419 milioni, a quelle di Taranto due miliardi e 249 milioni, a quelle di Brindisi un miliardo e 635 milioni, a quelle della Bat (Barletta-Andria-Trani) due miliardi e 52 milioni. Sommando i volumi di finanziamento delle sei province pugliesi si arriva a quota 26 miliardi e 206 milioni
 
Una cifra da capogiro che, complessivamente, è lievitata dell’1,5 per cento tra giugno e novembre, ma che rappresenta appena il 2,8 per cento del totale dei prestiti concessi nel Belpaese. In Italia, infatti, sono stati dati 935 miliardi e 716 milioni al 30 novembre, con una variazione positiva dell’0,6 per cento rispetto a giugno. Nel contesto nazionale, il Mezzogiorno è fanalino di coda con 130 miliardi e 58 milioni erogati, preceduto dal Centro (212 miliardi e 158 milioni), dal Nord-est (250 miliardi e 124 milioni), dal Nord-ovest (343 miliardi e 376 milioni) e dal più ricco Centro-nord con ben 805 miliardi e 658 milioni.
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