Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Confcommercio Lecce dice "no" all'aumento dell'Iva: al via raccolta firme

La sezione leccese aderisce all'iniziativa contro l'aumento al 22%, al vaglio del governo nazionale: da questa mattina è iniziato un giro di piazze, con gazebo ben visibili, per sensibilizzare contro l'innalzamento dell'imposta

LECCE – Anche la sezione di aderisce all’iniziativa dalla sede regionale di Confcommercio per dire no all’aumento dell’Iva al 22%. A partire da questa mattina, con uno stand collocato presso l’aerea del mercato settimanale di Lecce, e per tutta la settimana, gli operatori di Confcommercio Lecce saranno presenti nei centri più importanti del capoluogo salentino e della provincia per una raccolta firme di imprenditori e cittadini che, insieme a quelle realizzate in tutta la Puglia, verranno consegnate al governo per chiedere di recedere dal proposito di aumentare l’Iva.

La raccolta firme, inoltre, verrà effettuata anche presso ogni esercizio commerciale in forma itinerante. Questo il calendario e i luoghi dove sarà possibile aderire formalmente all’iniziativa: 24 giugno, Lecce (area mercato settimanale), 25 giugno: Lecce - Piazza Sant’Oronzo; Nardò; 26 giugno, Gallipoli (area mercato); Galatina; 27 giugno: Lecce; Maglie; 28 giugno, Lecce (area mercato settimanale e Piazza Sant’Oronzo).

La grande sfida è  partita da Bari, dalla sede regionale di Confcommercio, e come sempre la risposta delle  cinque sedi provinciali  non si è fatta attendere. Le sedi provinciali si sono attivate per raccogliere - entro il prossimo sabato (29 giugno) - diverse migliaia di firme. I punti di raccolta saranno attivati nei capoluoghi e nei centri sedi delle delegazioni Confcommercio; nelle piazze, nei mercati rionali, nei grandi negozi saranno ben visibili i gazebo presso i quali sarà possibile sottoscrivere la petizione che sarà aperta a chiunque (imprenditori, ma anche semplici cittadini) voglia condividere questo percorso e voglia manifestare il proprio dissenso.

Le firme raccolte saranno inviate al presidente Carlo Sangalli per dare manforte alla sua netta presa di posizione contro quella che consideriamo una azione scellerata e ingiusta, che avrebbe il solo risultato di aggiungere benzina sul fuoco.

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