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90 delegati in assemblea

La Uil Lecce cerca una nuova guida: Salvatore Giannetto lascia dopo 30 anni

Martedì si celebrerà il 18esimo congresso territoriale con riflettori puntati su lavoro, sviluppo e sicurezza, rilancio degli investimenti e dell’occupazione nel Salento. L’assemblea voterà il coordinatore provinciale

LECCE – Si celebrerà martedì prossimo, a Lecce, il diciottesimo congresso territoriale della Uil dal tema “Il nostro impegno: costruire un futuro di certezze”: in quella occasione si voterà il nuovo coordinatore locale, che prenderà il posto di Salvatore Giannetto, che lascerà la guida del sindacato dopo trent’anni.

Appuntamento il 28 giugno, a partire dalla mattinata, nella sala convegni dell’hotel Leone di Messapia (SP23 Lecce-Cavallino). I lavori si apriranno alle 9 con l’insediamento della presidenza, cui seguirà la relazione di Salvatore Giannetto, segretario generale della Uil di Lecce, che si congederà dall’incarico. Presiederà l’assemblea Franco Busto, segretario generale della Uil Puglia Bari e Bat e concluderà Domenico Proietti, segretario confederale della Uil nazionale.

I 90 delegati della Uil di Lecce, in rappresentanza dei circa 40mila iscritti, si riuniranno per discutere di lavoro e sviluppo, analizzare lo stato dell’economia locale e le principali vertenze in atto nel Salento, nonché per eleggere il gruppo dirigente che guiderà il sindacato nei prossimi quattro anni. L’importante appuntamento giunge a conclusione di un lungo lavoro partito nello scorso mese di dicembre e sviluppatosi attraverso numerose assemblee che hanno interessato migliaia di lavoratori, dipendenti, pensionati e giovani del Salento. Le conclusioni del segretario nazionale Domenico Proietti saranno previste intorno alle ore 16. Subito dopo l’assemblea voterà il nuovo coordinatore della Uil di Lecce e i delegati al congresso regionale.

È prevista la partecipazione al Congresso di numerosi esponenti del mondo politico e istituzionale pugliese, tra i quali Teresa Bellanova, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il senatore Iunio Valerio Romano, vice presidente della Commissione Sicurezza sul lavoro e Veronica Giannone, segretario della Commissione bicamerale per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza; gli assessori regionali Rocco Palese(Sanità), Alessandro Delli Noci (Sviluppo economico) e Anna Grazia Maraschio (Ambiente),  Loredana Capone, presidente del Consiglio regionale della Puglia; il Prefetto di Lecce Maria Rosa Trio, il presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva e il sindaco di Lecce Carlo Salvemini; il presidente della Camera di commercio di Lecce, Mario Vadrucci.

«Lavoro e Sicurezza, tra emergenza occupazionale e precariato diffuso, sono – spiega Giannetto - i principali capitoli su cui ci concentreremo nel corso del nostro congresso che rappresenta l’occasione per riflettere su temi cruciali per la nostra economia, avanzare proposte concrete e affermare la centralità della funzione del Sindacato confederale nelle dinamiche sociali ed economiche del nostro territorio».

«Dopo due anni di pandemia e alla luce della complicata situazione internazionale dovuta alla guerra in Ucraina, - sottolinea - il Salento sta andando incontro a un generale assestamento verso il basso delle dinamiche economiche e sociali. Nella nostra provincia si contano ben 43mila disoccupati, secondo i dati Istat 2021. Il tasso di disoccupazione, nella fascia 15-64 anni, è al 15,7; quella femminile è del 18,7 mentre il tasso di disoccupazione giovanile, nella fascia 15-34 anni, è del 28,7. Donne e giovani, in particolare, continuano a essere penalizzati e le differenze delle condizioni di lavoro sono ancora tante. I contratti precari rendono il lavoro esistente meno retribuito, meno qualificato e meno sicuro».

«A questi si aggiungono i NEET, giovani tra i 15 e i 34 anni che non studiano, non lavorano, né sono occupati in un percorso formativo: in tutta Italia sono ben 2 milioni, una platea enorme! È inaccettabile, perché un Paese che non investe sui giovani non ha futuro! Servono interventi strutturali a favore dei giovani, affinché trovino lavoro stabile e per non costringerli a lasciare il nostro Paese. Per questo siamo favorevoli alla possibilità di rendere strutturale la Decontribuzione Sud, ma solo se il provvedimento consentirà di vincolare gli incentivi a contratti di lavoro stabili, affinché gli aiuti pubblici non contribuiscano a generare altro precariato. Allo stesso modo siamo convinti che senza una riforma organica dell’attuale sistema pensionistico, che si ponga come obiettivo quello di garantire una pensione dignitosa ai nostri figli, ogni possibilità di sviluppo economico e sociale del Paese è destinata a fallire».

Giannetto rivolge infine un appello al mondo politico ed istituzionale salentino: «La mia lunga esperienza alla guida della UIL di Lecce – rimarca - mi porta a dire che il nostro territorio deve ancora vincere una pericolosa pigrizia che lo attanaglia e riattivarsi per cogliere le tante opportunità che oggi gli si presentano innanzi soprattutto grazie ai fondi del Pnrr, le Zes e i Contratti di sviluppo, senza ragionare per compartimenti stagni ma in un’ottica di sistema e di visione a lungo termine. Bisogna lavorare insieme da subito su progetti concreti, perché le urgenze sono tante, a partire da un piano strategico per la rigenerazione agricola del nostro territorio, perché l’abbandono delle nostre campagne grida vendetta: abbiamo già perso 8mila posti di lavoro in sei anni solo nella nostra provincia e ancora stiamo a guardare distese di monconi e ulivi secchi! Abbiamo bisogno di medici, infermieri e altro personale sanitario negli ospedali, e in fretta, perché i disservizi aumentano, la pandemia ha ulteriormente aggravato il problema delle liste d’attesa e ancora non sappiamo cosa ci riserverà in futuro. Dobbiamo puntare sul rilancio concreto delle aree industriali del Salento, sostenere le nuove imprese che innovano e investono su formazione e sicurezza, investire nelle politiche attive del lavoro e nelle infrastrutture, fondamentali per rilanciare la crescita delle nostre imprese e di tutto il territorio. C’è tanto da fare e non è più tempo di stare guardare, non ce lo possiamo permettere. Per quel che mi riguarda – conclude – lascio la guida della Uil provinciale, ma continuerò a essere a disposizione del territorio e del mio Sindacato, che in questi 30 anni ho servito con tutto l’impegno e l’amore possibili».

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