Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Un consorzio mette gli occhi su Omfesa. Cauto ottimismo tra gli operai

La notizia è pervenuta tramite un legale che ha avanzato la disponibilità per l'affitto della moribonda azienda di Trepuzzi. I sindacati: "Vogliamo conoscere con chi abbiamo a che fare e preliminare è il vincolo di assunzione per gli 86 lavoratori in mobilità"

LECCE – Un’ennesima manifestazione d’interesse nei confronti della moribonda fabbrica Omfesa di Trepuzzi. L’ultima in ordine di tempo, dopo la resa di Assifer che dopo gli iniziali entusiasmi ha fatto dietro front, ritenendo poco conveniente l’investimento economico in virtù delle poche carrozze ‘lavorabili’ rimaste nello stabilimento. A riprovarci, questa volta, è un imprecisato consorzio di imprese che, per tramite dell’avvocato Termini, ha manifestato la propria disponibilità per affittare un ramo dell’azienda. Per un anno, presumibilmente, con possibilità di rinnovo. Ma senza vincoli nell’assorbimento dell’intera forza lavoro che attualmente ammonta a 86 unità, in mobilità sin dal 2012.

La notizia è pervenuta per tramite della curatela fallimentare che ha inserito un annuncio di affitto per la società metalmeccanica, specializzata nella manutenzione delle carrozze ferroviarie, sul portale oxanet.it. La proposta ha incontrato la curiosità di questo consorzio, ma ciò non è bastato a scatenare grandi ardori. Anzi. I sindacati metalmeccanici Fiom, Fiom e Uilm ci sono andati cauti e, insieme al comitato dei creditori, hanno risposto sollevando alcuni rilievi: “Innanzitutto vogliamo conoscere i nomi di queste società, a quanto ammonta il capitale sociale del consorzio, quanto si è disposti ad investire nel progetto di riqualificazione dello stabilimento, considerato che i costi della sola ristrutturazione ammontano ad un milione e mezzo di euro, e tutti i dettagli del piano industriale”, spiegano la segretaria Fiom Cgil Lecce, Annarita Morea ed il collega di Fim Cisl, Maurizio Longo.

Ma oltre a capire l’identità dell’interlocutore e le sue reali intenzioni, è soprattutto la mancanza di vincoli nelle future assunzioni a far partire le trattative con il piede sbagliato. Oltre 80 operai hanno ricevuto il ben servito al momento della crisi di Omfesa, e non sono disposti a vedersi “scavalcare” dai nuovi arrivati. Lo ribadiscono i sindacalisti che si dicono pronti a dar battaglia sul punto e che proprio oggi hanno chiamato i piani alti del ministero romano per sollecitare l’ennesimo incontro.

“Un percorso per la rinascita di Omfesa e dei suoi lavoratori non può e non deve conoscere soste: quindi ben venga questo nuovo interessamento da parte di possibili acquirenti – è il commento a caldo di Simona Manca, vice presidente della Provincia di Lecce che si dice ‘ottimista’ per lo spiraglio aperto nella trattativa. “Punto fermo in questa trattativa che i futuri e possibili acquirenti si facciano, in toto, carico dell’azienda e del destino degli 86 lavoratori e delle loro famiglie – conclude lei - ,  garantendo agli stessi l’occupazione”.

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