Covid-19, resta a casa: ci pensano i corrieri di SpedireAdesso.com

La nota compagnia di spedizioni online in Italia e in Europa ti consegnerà tutto ciò di cui ha bisogno in pochi click

LECCE- Secondo le statistiche sono circa 23.000 i pugliesi tornati dal Nord Italia o dall’estero per affrontare la quarantena a casa. Ma il governatore Michele Emiliano è sicuro che questi dati siano solo indicativi. Il numero di pugliesi che ha scelto di rientrare a casa sembra essere più elevato.

Solo nella notte tra il 13 e il 14 marzo i treni Milano – Lecce e Torino – Lecce sono stati presi letteralmente d’assalto per quello che è stato, almeno ufficialmente, l’ultimo esodo dal Nord verso il Sud. Si stimano circa 3000 rientri durante quest’ultima fuga, che ha obbligato il premier Giuseppe Conte e i capi regionali a prendere misure ancora più restrittive, bloccando tutti gli altri convogli e obbligando i rientranti all’autodenuncia e alla quarantena, per evitare di compromettere la salute di amici e familiari, quindi la situazione d’emergenza della Regione Puglia.

Ci siamo trovati in una situazione in cui da una parte c’è chi ha scelto di rientrare e dall’altra chi, invece, ha deciso di rimanere dov’era. I due diversi casi hanno portato entrambi a conseguenze notevoli, alcune a livello sanitario, altre di tipo logistico. Partendo dalla più evidente – nonché più importante, ovvero l’inevitabile creazione di focolai in Puglia, compresa Lecce, fino ad arrivare ad un’altra meno importante, ma pur sempre considerevole, che li accomuna: riappropriarsi o reperire ciò di cui si ha bisogno.

Chi ha fatto ritorno lo ha fatto in tarda serata, e con poco tempo a disposizione per pensare e per organizzarsi, rincorso dalle restrizioni governative che di ora in ora imponevano vincoli sempre maggiori, ritrovandosi a casa, ma senza nulla, se non qualche capo d’abbigliamento preso di fretta. Studenti, insegnanti, lavoratori di ogni genere. E poi la direttiva dello smart working, e delle lezioni da casa. Il Governo ha fatto in modo di far continuare le attività, ove possibile, ma ci si è ritrovati senza libri, senza pc, senza abiti e materiale per lavorare e studiare.

Allo stesso modo, chi è rimasto, non ha potuto trascorrere le feste in famiglia, né fare l’usuale scorta di abiti estivi e prelibatezze tipiche leccesi che avrebbe messo in valigia durante il break festivo prima del rientro al Nord o all’estero. E quindi? In entrambi i casi c’è stata la necessità di reperire merci e oggetti indispensabili da una parte e dall’altra, ma il problema principale era: come farlo in lockdown? Sicuramente, per fortuna, grazie ai servizi tramite corrieri espressi come quelli offerti da SpedireAdesso.com, una nota compagnia di spedizioni online in Italia e in Europa, che oggi sembrano aver salvato la vita (si fa per dire) e la carriera di molti emigranti leccesi. In questo modo sono i corrieri a muoversi, eroi invisibili di questa guerra, mentre chi usufruisce del servizio resta a casa, in quarantena, organizzando tutto da pc, smartphone o tablet. Questi servizi comodi quanto funzionali hanno permesso ai leccesi, e non solo, in questi tempi di quarantena, di poter venire in possesso di ciò che serve ma che si trova a distanza.

In molti si saranno chiesti perché è accaduto tutto questo. Perché questi rientri di massa verso casa, nonostante le direttive sanitarie propagandassero isolamento e non assembramento da settimane. È facile criticare le migliaia di persone che hanno reagito fuggendo verso casa elogiando, invece, chi coraggiosamente ha scelto di restare dov’era.

Analizzando la situazione da un punto di vista sociologico, però, questa reazione è stata alquanto prevedibile, e comprensibile. Secondo la teoria Fight or flight del sociologo Connon, tra i primi ad evidenziare e analizzare nell’uomo una tendenza intrinseca alla reazione ad una minaccia, l’uomo reagisce ad una situazione di stress attraverso due principali meccanismi: fuga o attacco. In parole povere, quando ci sentiamo minacciati il nostro sistema nervoso reagisce attivando degli impulsi che generano una serie di reazioni comportamentali di risposta alla minaccia. In questa condizione di forte stress la razionalità cede il posto all’impulsività e prevale l’istinto di sopravvivenza.

Se le origini di questa reazione umana risalgono ai tempi in cui la minaccia poteva essere la tigre dai denti a sciabola dell’era primitiva, oggi la tigre è rappresentata da altre minacce alla nostra sopravvivenza, come, per esempio, la pandemia Coronavirus. Così abbiamo avuto le due risposte, entrambe comprensibili, alla minaccia di un nemico invisibile che mette a rischio la nostra vita.

Non ci è stato possibile, e non lo sarà mai, impedire tale reazione, che fa parte della nostra natura. Piuttosto ci si potrebbe però affidare al buon senso di chi, sopraffatto dall’irrazionalità del momento di stress, ritorni in sé e provveda nel modo più idoneo a limitare il rischio di contagio. E riguardo a quest’ultimo punto, pare siamo tutti d’accordo sull’affermare che il buon senso ha avuto la meglio, dal momento in cui la situazione a Lecce appare sotto controllo con una stima di poco più di 50 casi in città, e circa 400 in tutta la Provincia.

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