Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Corte dei Conti contro il mancato aggiornamento del contributo di costruzione

Tornano d'attualità gli oneri di urbanizzazione, dopo la messa in mora notificata ai tecnici comunali: alcuni enti provinciali hanno omesso l'adeguamento del contributo al titolo edilizio e si configurano responsabilità erariali

@TM News/Infophoto

ALLISTE - Ritorna di attualità la questione dei contributi di costruzione non aggiornati, ossia gli oneri di urbanizzazione primaria: dopo la messa in mora notificata ai tecnici comunali, la Procura della Corte dei Conti di Bari sta ora comunicando una formale contestazione agli stessi tecnici, che anticipa la citazione in giudizio, con invito a controdedurre rispetto ad un’ipotesi di danno erariale.

Molti Comuni della provincia di Lecce hanno omesso, per molti anni, di adeguare ed aggiornare il contributo che i richiedenti il titolo edilizio devono versare all'ente per costo di costruzione e per oneri di urbanizzazione. Ciò configurerebbe, secondo la procura della Corte dei Conti, responsabilità erariale e da qui la richiesta ai tecnici di pagare di tasca propria. La questione è di notevole portata, sia in considerazione dell’entità del danno che sarebbe stato provocato alle casse comunali, sia per gli interventi di urbanizzazione che i Comuni, con quelle somme, avrebbero potuto realizzare.

L’avvocato Pietro Quinto, che sta seguendo l’intera vicenda per conto di molti tecnici comunali, non nasconde la delicatezza e complessità della questione ed i suoi risvolti economici, sociali ed anche politici. “Innanzitutto – osserva - debbo richiamare un principio di fondo: in una vicenda che ha interessato qualche mese fa il Comune di Alliste da me difeso, il Consiglio di Stato ha ribadito che gli oneri devono essere corrisposti dal cittadino per il solo fatto che il Comune ha rilasciato il permesso a costruire senza che possa valere in contrario la circostanza della mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione".

"Intanto - prosegue - il cittadino deve pagare senza che derivi da quel pagamento un obbligo del Comune di eseguire le opere; l’unica possibilità per chi paga è quella di chiedere i danni nell’ipotesi in cui venga dimostrato un danno, conseguenza della mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione”.

Ma se il Comune non ha un obbligo di eseguire le opere ha certamente un obbligo ad aggiornare l’entità del contributo. Il mancato aggiornamento è stata conseguenza di una scelta di politica economica: non incidere pesantemente sull’economia locale, già duramente provata. È, infatti, evidente che un aumento, anche notevole, di quanto si deve pagare per poter ritirare un titolo edilizio determini conseguenze negative sull’intero settore dell’edilizia.

Ma – secondo la Corte dei Conti - non c’è alternativa e le esigenze di politica economica non possono prevalere sull’obbligo di legge. A questo punto, si pone anche una questione di addebito della responsabilità, se cioè soltanto in capo ai tecnici e quindi ai funzionari dei Comuni oppure se, come deciso dalla Corte dei Conti di altre regioni, anche in capo ai politici, sindaci ed assessori al ramo, che, al pari dei tecnici, nulla hanno fatto nel corso di questi anni per procedere a detti aggiornamenti.

“Il tema – replica al riguardo l’avvocato Quinto - rischia di trasformarsi in una polveriera e di divenire il terreno di scontro tra opposte esigenze pubbliche e private; si tratta di un nodo che viene al pettine e che porta alla luce il difficile rapporto tra sviluppo della città, qualità della vita e consenso democratico”.

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