Domenica, 13 Giugno 2021
Economia

Costruttori sul piede di guerra: "Cannole, illegittimo il bando per la rete pluviale"

Ance, Api e Confartigianato costruzioni pronti a ricorrere al Tar, qualora il Comune non revocasse il bando. "Attribuisce un significato rilevante all'impegno a eseguire, senza corrispettivo, lavori estranei al progetto esecutivo, così privilegiando l'elemento puramente economico"

LECCE – Gli edili salentini sono sul piede di guerra per un bando riguardante il completamento della rete pluviale ritenuto illegittimo. Tanto da mandare un aut aut al Comune che l’ha indetto, quello di Cannole: o lo cancella del tutto, in autotutela, o si va davanti al Tar. Con il conforto di ben altre due sentenze a favore su argomenti pressocché analoghi che sanciscono il classico precedente di riferimento.

“Il bando non rende reale la concorrenza delle imprese che partecipano a procedure di selezione per contratti pubblici di affidamento di lavori”, tuonano oggi le sezioni di Lecce di Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Api (Associazione piccole industrie) e Confartigianato costruzioni.

La disputa nasce dal fatto che il Comune di Cannole abbia deciso di aggiudicare la gara con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Si tratta di un parametro che richiede profili qualitativi nell’esecuzione dell’opera, quindi – puntualizzano le associazioni -, il merito tecnico, le caratteristiche tecniche, quelle estetiche e funzionali e altro.

“Di fatto – tuonano i costruttori - il bando attribuisce un significato molto rilevante all’impegno dei concorrenti a eseguire, senza corrispettivo economico, lavori estranei al progetto esecutivo, così privilegiando l’elemento puramente economico dell’abbattimento del prezzo. Quelle che vengono indicate come varianti migliorative – proseguono -, costituiscono vere e proprie opere aggiuntive, per cui si è in presenza di malcelati aspetti di finanziamento da parte delle imprese nei confronti del Comune di Cannole”.

Da queste considerazioni nasce la presa di pozione: si andrà davanti al Tribunale amministrativo regionale, qualora il bando della discordia non fosse revocato. “Credevamo che questa cattiva pratica di bandire gare secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma di fatto applicando il criterio del prezzo più basso, non fosse più adottata”.

“Due sentenze del Tar di Lecce – precisano e concludono -, rispettivamente di luglio e ottobre 2014, infatti hanno affrontato la questione dei lavori estranei al progetto esecutivo e del loro inquadramento rispetto alla nozione delle varianti migliorative in offerta, dichiarando illegittima la richiesta di opere aggiuntive, annullando conseguentemente due bandi di gara, come richiesto dalle associazioni”.

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