Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

"Credito e riduzione burocrazia": la ricetta anti-crisi di Confindustria Lecce

Il Consiglio direttivo dell'associazione lancia l'allarme per la crisi delle imprese e propone di favorire l'attività imprenditoriale affrontando i nodi in un tavolo istituzionale."Le forze del territorio si devono attivare"

@TM News/Infophoto

 

LECCE - Il Consiglio direttivo di Confindustria Lecce, riunitosi per analizzare l’attuale fase economica, ha evidenziato la grave situazione di estrema sofferenza in cui versano le imprese, esprimendo grande preoccupazione per gli effetti dell’attuale crisi, originata dalle derive finanziarie mondiali e aggravata dalle conseguenze perverse della globalizzazione.

Come evidenziato dai dati diffusi dal Centro studi di Confindustria, la diminuzione del Pil proseguirà anche nel terzo trimestre, annullando le probabilità di rilancio della seconda metà dell’anno. "Sconcerto desta anche quanto rilevato da Infocamere sulla mortalità delle imprese nel Sud, con 340 mila aziende fallite in due anni. – scrive l'associazione leccese degli industriali - Tale frangente necessita, pertanto, di una forte presa di coscienza sia a livello locale, sia nazionale ed europeo. Non si può permettere che l’inestimabile patrimonio di produzioni italiane, pugliesi e salentine, venga perduto".

L’industria salentina ed il turismo hanno, però, le carte in regola per conquistare nuove porzioni di mercato, contribuendo a rilanciare l’economia territoriale. L’auspicio è, quindi, "che il governo metta a punto una serie di provvedimenti urgenti per restituire il naturale dinamismo alla nostra economia. In particolare, restano forti le attese nei confronti della Banca Centrale Europea, la cui azione deve concentrarsi non solo sul sostegno ai debiti degli Stati europei, ma anche sulla finalizzazione delle risorse finanziarie erogate alle banche nazionali".

In tale contesto due problematiche centrali sono il credit crunch e il fardello burocratico. Sul primo versante è necessario affrontare la questione della liquidità delle imprese e quella degli investimenti: "In tale ambito, un ruolo determinante deve essere ricoperto dai Confidi che sono chiamati a favorire anche l’incremento del circolante. Positivo appare il provvedimento della Regione Puglia che ha destinato 100 milioni di euro, auspicando che tale flusso possa trovare un’immediata ed efficace ricaduta sul territorio".

Per quello che concerne il fardello burocratico, il Consiglio direttivo ha fatto presente che in questo momento di trasformazione economica, è necessario disporre di strumenti snelli per favorire l’attività imprenditoriale: "Non è pensabile che, nel 2012, i tempi delle imprese siano diversi da quelli della pubblica amministrazione. Ogni impresa perde dai 40 ai 60 giorni lavorativi all’anno per definire i rapporti con le pubbliche amministrazioni, con un’incidenza negativa sulla produzione pari al 20- 25 per cento". Tempi certi e definiti sono richiesti anche per il pagamento di tutte le prestazioni contrattuali: "Di qui la necessità di accelerare sul fronte delle riforme per snellire la burocrazia e ridurre sensibilmente i costi della politica".

Confindustria Lecce chiede, quindi, un tavolo istituzionale per affrontare il problema delle restizioni del credito e per individuare le aree di intervento, sia sul versante delle autorizzazioni, sia su quello dei controlli e del monitoraggio.

A livello locale, invece, l'associazione comunica le iniziative assunte per venire incontro alle esigenze delle imprese tra cui  l’istituzione di uno sportello dedicato all’assistenza degli associati, per facilitare la risoluzione delle problematiche con Equitalia. Le imprese potranno presentare anche le “istanze antiburocrazia” con le quali, comprovando l’inesistenza della pretesa debitoria, si ottiene l’immediata sospensione delle cartelle di pagamento, in attesa delle verifiche.

"Tutto ciò non è sufficiente. – concludono gli industriali - E’ necessario che le istituzioni, le parti sociali, gli istituti di credito si mettano insieme per dare risposte certe e urgenti al territorio e alle imprese".

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