Buona crescita dell’export salentino. Dall’estero carne e pesce lavorato

Il comparto dei macchinari e della apparecchiature è quello leader. In calo il calzaturiero, cresce il settore dell'abbigliamento

LECCE – Le imprese salentine nei primi nove mesi dell’anno hanno fatto registrare un saldo positivo della bilancia commerciale di 149,2 milioni di euro, secondo i dati diffusi dall’Istat sul commercio con l’estero.

Il comparto che maggiormente contribuisce all’export salentino, che vale 369 milioni di euro e che segna complessivamente un più 6,4 per cento, si conferma quello dei macchinari e delle apparecchiature con un volume d’affari di 154,6 milioni di euro e un incremento dell’1,4 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il calzaturiero vale 38,3 milioni di euro ma segna una flessione del 4,2 per cento. Cresce del 14,5 per cento il settore dell’abbigliamento che pesa sul fatturato salentino per 36 milioni di euro.

Il 72 per cento dei prodotti delle imprese salentine destinate all’estero finisce sui mercati comunitari: Francia (macchine e apparecchiature, prodotti in metallo, calzature), Svizzera (abbigliamento, calzature e bevande) e Germania (macchie e apparecchiature, prodotti agricoli e vino) sono le prime tre destinazioni con un incremento del 28 per cento verso la confederazione elvetica. La Turchia (macchine e apparecchiature) è il quinto partner commerciale, anche se rispetto ai primi nove mesi del 2015 la flessione è del 23 per cento.

La quasi totalità delle esportazioni verso il continente americano, che vale l’11 per cento del totale, arriva negli Stati Uniti che richiedono macchinari e abbigliamento (più 1,6 per cento l’incremento del fatturato complessivo). Verso i paesi asiatici si esporta l’8,4 per cento del totale, con un incremento del 32 per cento sullo stesso periodo del 2015. L’Algeria è invece il miglior mercato africano per le imprese salentine.

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Complessivamente le importazioni calano del 2,5 per cento. Carne, pesce lavorato e conservato e prodotti lattiero caseari pesano per quasi 30 milioni di euro, con una flessione comunque del 5,7 per cento sui primi nove mesi del 2015. Si importa anche pesce fresco per 3 milioni di euro. Ragguardevole è la quota di macchinari e apparecchiature e di articoli in gomma e materia plastiche: in entrambi i comparti le importazioni sono aumentate, entrambe del 15,4 per cento.

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