Lunedì, 21 Giugno 2021
Economia

Cresce l’export salentino. “Ancora di salvezza per le imprese nel mercato fermo”

I dati della Camera di commercio di Lecce registrano un aumento complessivo pugliese del 2,6 percento, Lecce ha registrato i 242 milioni di euro di fatturato. Il punto di forza sono i macchinari e le apparecchiature, l’Europa rimane il principale acquirente dei prodotti

LECCE - Continua il trend positivo per l’export salentino, nel primo semestre 2015  registra una crescita del 14,38 percento rispetto al medesimo periodo del 2014, registrando la miglior performance tra le province pugliesi, tre delle quali registrano delle flessioni come Foggia (-8,11 percento), Brindisi (-4,34 percento) e Bat (-1,98 percento). In crescita, invece, l’export di Taranto (+8,06 percento) e Bari (+3,69 percento). L’incremento dell’export pugliese è stato del 2,6 percento, circa la metà di quello nazionale che è stato del 5 percento. Sono questi gli ultimi dati sull’andamento delle esportazioni rilevati e comunicati dalla Camera di commercio di Lecce.

“I buoni risultati dei prodotti salentini sui mercati internazionali confermano il trend positivo dell’ultimo periodo - afferma il presidente dell’ente, Alfredo Prete -  l’export rappresenta l’ancora di salvezza per le nostre aziende in un momento in cui il mercato nazionale è completamente fermo”.

“Per poter affrontare questi percorsi globali – aggiunge - bisogna proseguire nella politica di fare rete tra imprese, le dimensioni delle nostre imprese sono troppo piccole per affrontare tali situazioni, la Camera di commercio di Lecce proseguirà nell’agevolare queste buone prassi attraverso seminari di formazione e tutto quanto possa essere utile alle nostre aziende”.

La provincia di Lecce ha esportato nei primi sei mesi dell’anno merci per oltre 242 milioni di euro, importandone per 153,7 milioni, facendo registrare un saldo positivo di oltre 88,8 milioni di euro. Tra le province pugliesi, oltre Lecce, registra un saldo positivo di 104,9 milioni  anche la provincia di Foggia,  tutte le altre invece chiudono il semestre con saldi  rossi. Complessivamente il saldo del commercio estero della regione Puglia è pari a -391 milioni di euro, i saldi positivi di Lecce e Foggia non sono stati sufficienti a portare in attivo la bilancia commerciale pugliese.

Punto di forza dell’export pugliese è il settore dei macchinari e apparecchiature che costituiscono il 41 percento delle esportazioni tra gennaio e giugno, registrando vendite  all’estero per un valore di 99,6  milioni di euro. Da sottolineare una consistente ripresa dell’export del calzaturiero dell’86,2 percento, per un volume di affari pari a 25,5 milioni. Si registra un incremento anche delle esportazioni dei prodotti tessili  per un valore di 5,4 ln di euro, dei settori delle bevande (vino) e dei prodotti in metallo.   

Relativamente alle importazioni si registra un incremento tra gennaio e giugno di oltre il 19 percento per un valore di 153,7 percento di beni importati. Sono soprattutto i prodotti alimentari che vengono acquistati dall’estero mentre sono cresciute le importazioni di prodotti agricoli, per un valore di oltre 105 milioni di euro. Gli altri settori rilevanti per le importazioni delle aziende salentine sono riconducibili ai  prodotti della metallurgia, le importazioni di articoli in gomma e quelle di calzature.

I Paesi

Il mercato europeo è il principale acquirente dei manufatti salentini  e assorbe circa il 71 percento delle esportazioni, per un valore di 171,6 milioni di euro. La Francia è il più importante partner commerciale i cui acquisti, nel semestre considerato, sono cresciuti di oltre il 28 percento, per un volume d’affari di 28,5 milioni. I cugini francesi acquistano soprattutto macchinari, la Svizzera e la Germania acquistano manufatti dal Salento, rispettivamente per 22,2 e 21,8 milioni di euro. Le esportazioni verso la Gran Bretagna sono pari a circa 15 milioni di euro, con un incremento rispetto al primo semestre dello scorso anno del 119 percento.

Verso il continente africano si esportano manufatti per un valore di 25,4 milioni, di cui 12,8 verso l’Algeria le cui importazioni, per un valore di 9,6 mln di euro, sono costituite essenzialmente  da cemento, calce e gesso.  I paesi asiatici acquistano manufatti dalle nostre aziende per un valore di 15 milioni: il principale mercato di sbocco asiatico è Hong Kong verso cui si esportano merci per 2,6 milioni. L’export verso il continente oceanico è di 3,7 milioni e nel semestre considerato ha registrato un incremento del 44 percento.

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