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La zona industriale di Lecce.

La zona industriale di Lecce.

Crescono le esportazioni dei prodotti. Lecce è fanalino di coda in Puglia

La Camera di Commercio fotografa un lieve incremento nei tre mesi finale del 2017. La quota di Lecce, sul totale dell’export pugliese, si attesta al 5,9 percento

LECCE – Le esportazioni dei prodotti salentini crescono, seppur leggermente. Un segnale positivo, certo, per l’economia locale. Ma l’incremento registrato nel terzo trimestre 2017 è lieve (pari a + 3,5 percento) e non riesce a pareggiare i conti non il saldo negativo che ha caratterizzato i primi tre mesi dello scorso anno.

Leggendo i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Lecce si capisce come, da gennaio a settembre, l’export abbia registrato un segno negativo (-3 percento). Nei primi nove mesi dell’anno le esportazioni hanno raggiunto i 361,3 milioni di euro, mentre le importazioni si sono attestate a 232,3 milioni. Il saldo è stato pari a circa 129 milioni, ma in calo rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.

Per quanto riguarda le province pugliesi, ad eccezione di quella leccese (-3,0 percento) e foggiana (-3,9 percento), queste registrano variazioni positive, con Bari in testa, seguito da Bat, Brindisi e Taranto.

La quota di Lecce, sul totale dell’export pugliese, si attesta al 5,9 percento su un ammontare complessivo  di oltre 6,1 miliardi di euro. La provincia salentina continua ad occupare  l’ultimo posto nell’ambito della regione Puglia per incidenza sul totale dell’export regionale. La provincia di Bari, invece, copre oltre la metà delle vendite estere pugliesi.

Tabelle sull'interscambio

“Gli ultimi dati lasciano intravedere un lieve miglioramento nella performance salentina - commenta il presidente dell’ente camerale leccese, Alfredo Prete - anche se la provincia di Lecce risulta ancora fanalino di coda in Puglia per quanto riguarda le esportazioni. Certo, il tessuto economico locale è composto soprattutto da micro e piccole imprese che difficilmente riescono a realizzare grandi numeri, tipici, invece, delle importanti realtà commerciali ed industriali presenti in altre zone pugliesi”.

Procede bene l’esportazione dei beni alimentari, ma si registra un calo nel settore delle bevande che comprende anche i vini locali: il mercato statunitense e quello africano hanno contratto la richiesta mentre sono positivi gli sviluppi verso i paesi asiatici (Giappone, Cina e Corea del Sud) che si aggiungono alle importanti conferme europee.

Il settore trainante dell’export salentino, rappresentato dai macchinari e apparecchiature, registra una flessione del 9 percento. Il comparto dell’abbigliamento, invece, registra un’ottima performance con un incremento dell’export del 30,5 percento.

In lieve crescita anche il comparto calzaturiero e pelletteria mentre le vendite estere dei prodotti tessili registrano una flessione del 5,8 percento. Crescono anche le esportazioni dei prodotti in metallo (+17,2 percento); invariate le vendite di autoveicoli e rimorchi.

Per quanto riguarda le importazioni, queste sono invece cresciute del 4,8 percento e il loro valore ammonta a 232,3 milioni di euro: sono aumentati in particolare gli acquisti di prodotti alimentari e prodotti della metallurgia. Aumentate anche le importazioni di prodotti agricoli e dei macchinari e apparecchiature. Significativa (+14,4 percento) la crescita dell’import di articoli in gomma e materie plastiche. 

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