Economia

Crescono le imprese salentine: il miglior risultato in 7 anni

Lecce, Nardò e Gallipoli in cima alla classifica, maglia nera per Tricase. Una nuova azienda su tre è giovane. Bene i servizi, in affanno i settori tradizionali

LECCE – Ci sono voluti 7 anni, ma qualcosa nel tessuto imprenditoriale salentino ora comincia a muoversi. Il numero delle nuove imprese registra un saldo positivo (+994) ed il risultato è il migliore dal 2010. Segnali incoraggianti, dunque. Guardando nel dettaglio i dati forniti dalla Camera di commercio di Lecce si può notare come, grazie a questo saldo attivo, il sistema imprenditoriale a fine dicembre sia arrivato a contare 72 mila 622 aziende registrate e 85 mila 357 localizzazioni.

Ancora più interessante è il fatto che una nuova attività su tre sia stata aperta da un giovane al di sotto dei 35 anni e proprio a loro di deve il tasso di crescita dell’11 percento, con un saldo di 968 imprese giovanili.

 “La Camera di Lecce – dichiara in proposito il presidente dell’ente Alfredo Prete – dedica grande attenzione ai giovani sia nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro ospitando gli studenti delle scuole superiori, sia attraverso il progetto “crescere imprenditori”, attivato nell’ambito del programma nazionale Garanzia giovani, che prevede appositi corsi di formazione”.

Un’altra opportunità per le nuove leve è rappresentata anche dal progetto “Eccellenze digitali”, promosso dall’ente camerale in collaborazione con Google e Unioncamere: “Il progetto  mette a disposizione delle piccole e medie imprese dei tutor digitali affinché trasferiscano alle piccole imprese salentine le migliori strategie per essere on-line”, puntualizza Prete.

Ritornando ai numeri, il tasso di crescita della provincia si attesta a +1,39 percento: uno dei più elevati a livello nazionale. Il comune capoluogo contribuisce con ben 349 imprese; seguono Nardò (48), Gallipoli (46), Squinzano (42) e Melendugno (35). I comuni più dinamici dal punto di vista imprenditoriale sono stati Arnesano, Surano e Santa Cesarea Terme. Nella maggior parte dei casi si registra un saldo positivo, solo 26 comuni invece hanno chiuso il 2016 in rosso. La maglia nera spetta a Tricase che ha perso il maggior numero di attività.

Non sono tutte luci, però. Se la performance è complessivamente buona, i singoli settori economici risultano in affanno. Un’eccezione è rappresentata dall’agricoltura (+39 aziende), dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+12 imprese) e delle attività di noleggio, agenzie viaggi, servizi di supporto alle imprese. Particolarmente evidente è la crescita dei servizi di alloggio e ristorazione (+4 percento) e delle attività immobiliari (+4,10 percento).

I settori  tradizionali, al contrario, continuano a segnalare un restringimento della platea delle imprese. Per le costruzioni, il 2016 si è chiuso con una riduzione complessiva di 169 attività. Anche il settore manifatturiero registra  una variazione negativa dello stock di imprese di circa il 2 percento. Tiene testa alla crisi, invece e del tutto a sorpresa, il settore agricolo – preferito dai giovani - che registra un incremento dello 0,86 percento.

L’analisi dei dati su un arco temporale più lungo conferma, quindi, la terziarizzazione della struttura produttiva salentina e una sostanziale diminuzione del peso dei settori tradizionali. Globalmente sono cresciute tutte le attività legate ai servizi, in particolare nei settori della sanità e dell’assistenza (+62,4 percento). Anche le aziende che offrono servizi di supporto alle imprese hanno registrato una crescita elevata di circa il 40 percento. In forte contrazione, invece, è il comparto artigiano che chiude il 2016 con un salto negativo pari a -246.  

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