Lunedì, 2 Agosto 2021
Economia

Crisi sull’export salentino: due per cento in meno nei primi nove mesi del 2012

Segnato ancora una volta il passo, con dati negativi rispetto al terzo trimestre 2011 e al precedente dell'anno corrente: fortemente in difficoltà il settore moda, il calzaturiero, il tessile. Reggono macchinari ed apparecchiature

LECCE - L’export salentino nel terzo trimestre 2012 segna ancora una volta il passo: - 6,5 per cento rispetto al terzo trimestre 2011 e -12,4 per cento rispetto al trimestre precedente. Sono questi i numeri, fonte Istat, resi noti dalla Camera di Commercio di Lecce, che sottolinea come tutti i comparti di un certo “peso” hanno registrato segni negativi ad eccezione di quello dei macchinari ed apparecchiature, le cui esportazioni pari ad oltre 49,6 milioni di euro, hanno subìto un incremento del 5,8 per cento.

Viceversa il settore moda chiude il trimestre con segni fortemente negativi: l’abbigliamento registra il 28,2 per cento in meno e 11,2 milioni di manufatti esportati, il settore calzaturiero - 66,8 per cento, con oltre 5 milioni di esportazioni, il tessile -50,7 per cento con 1,7 milioni di prodotti veduti. Anche il comparto della carpenteria metallica registra una variazione negativa (-3,7 per cento) e merci esportate per un valore di 6,5 milioni.

Mediamente nei primi nove mesi del 2012, la dinamica tendenziale dell’export per la provincia salentina è negativa (-2 per cento) e in progressiva decelerazione dall’inizio dell’anno; dopo il primo trimestre chiusosi con un +10,3 per cento, il dato tendenziale del semestre ha registrato una battuta d’arresto registrando una variazione pari a +1,3 per cento; fino all’attuale -2 per cento. È lontanissimo, quindi, il risultato del medesimo periodo del 2011 quando l’export salentino aveva registrato un +32 per cento.

Nel periodo gennaio-settembre sono state esportate merci per un valore complessivo di oltre 339 milioni di euro a fronte di merci importate per un valore di 194,7 milioni. Il saldo è stato positivo per oltre 144,4 milioni di euro, il contributo all’export della provincia salentina rimane sempre contenuto (5,1 per cento); è la provincia di Bari, con un peso del 39,8 per cento a contribuire maggiormente all’export pugliese che nel periodo considerato ha registrato un incremento dell’8,3 per cento.

Un ottimo risultato soprattutto se confrontato con il dato nazionale +3,5 per cento e soprattutto con il dato dell’Italia meridionale +0,1 per cento. Le province pugliesi, ad eccezione della Bat (- 0,3 per cento) e della provincia salentina (-2 per cento), hanno registrato variazioni positive, in particolare Taranto che registra un incremento notevole pari a +23,9 per cento, seguita da Foggia (+10,3 per cento), Brindisi (+4,1 per cento) e Bari (+1,4 per cento).

In calo del 12,6 per cento l’export verso i paesi europei che comunque rappresenta il 67 per cento dei beni venduti all’estero dalle imprese salentine. Al contrario le imprese leccesi conquistano quote di mercato nei paesi del continente oceanico: nel periodo gennaio-settembre l’export verso questi paesi è aumentato del 151 per cento passando dai 7 milioni del 2011 agli attuali 17 milioni. Le esportazioni sono cresciute anche verso i mercati asiatici (+35,4 per cento), verso i quali specularmente sono diminuite le importazioni (-44,4 per cento).  In aumento l’export  verso i paesi africani (+14,5 per cento) e verso  quelli del continente americano (12,4 per cento).

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