Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Tac in agonia, vescovo di Ugento: "L'uomo prima del profitto"

Monsignor Vito Angiuli scrive ai lavoratori e alle loro famiglie. Forte richiamo alle istituzioni, agli imprenditori e ai sindacati per un supplemento di responsabilità. La cassa integrazione sta per finire

Lo stabilimento Adelchi a Tricase

 

Il vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli ha preparato un’accorata lettera indirizzata prima di tutto ai lavoratori dell’Adelchi e, più in generale, alle famiglie salentine che stanno vivendo una fase durissima in conseguenza della perduranti crisi del settore tessile, dell’abbigliamento e calzaturiero. L’intervento di Angiuli arriva proprio nel momento in cui sta per terminare il periodo di cassa integrazione senza che siano intanto maturate valide ipotesi di ricollocazione o di riconversione degli impianti industriali. Il principio attorno al quale Angiuli sviluppa il suo ragionamento è la centralità della persona e non del profitto.

“Nel nostro tempo – scrive Angiuli - si richiede un forte slancio verso una nuova economia, un nuovo modo di concepire la produzione, un nuovo modo di fare impresa, rimettendo gli uomini e le donne al centro delle politiche del lavoro. Nell’enciclica Caritas in Veritate, Benedetto XVI richiama la responsabilità sociale dell’impresa e sottolinea il fatto che si va sempre più diffondendo il convincimento in base al quale la gestione dell’impresa non può tenere conto degli interessi dei soli proprietari della stessa, ma deve farsi carico di tutte le altre categorie di soggetti che contribuiscono alla vita dell’impresa: i lavoratori, i clienti, i fornitori dei vari fattori di produzione, la comunità di riferimento”.

04-vescoco Mons Vito ANGIULI-ridotta-2I dati non lasciano spazio a dubbi: nel primo semestre del 2011 (fonte Provincia di Lecce), la disoccupazione è aumentata del 4, 1 per cento, quella giovanile del 3,1. Oltre 8mila, sono i disoccupati al 30 giugno di quest’anno rispetto all’aprile del 2010. Il responsabile della diocesi maggiormente colpita dall’agonia del Tac chiama ad un supplemento di responsabilità la proprietà dell’impresa, le organizzazioni datoriali, le istituzioni locali e nazionali, le organizzazioni sindacali, “per evitare che quanto annunciato si realizzi in termini così perentori. Occorre che ciascuno, secondo le proprie competenze, tempestivamente e immediatamente, metta in campo ogni azione utile per ridare speranza ai lavoratori”.

Per dare un segno tangibile del fatto che l’impegno concreto deve vedere protagonisti tutti, nessuno escluso, Angiuli ricorda due strumenti operativi in campo. “La Chiesa di Ugento – Santa Maria di Leuca, per quanti vogliono intraprendere un percorso imprenditoriale attraverso l’accompagnamento del Centro Servizi Diocesano del Progetto Policoro, mette a disposizione il Progetto Tobia, che prevede un prestito a tasso agevolato sul Fondo di garanzia della Fondazione ‘Monsignor Vito De Grisantis’, ed il Prestito della Speranza promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana. Si tratta solo di un modesto segno che non risolve il problema occupazionale, ma diventa un invito a mobilitarsi per dare concretezza al desiderio di solidarietà”.

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