Economia

Crollano i finanziamenti alle imprese, flessione di un miliardo di euro

I dati diffusi dal Centro studi di Confartigianato sono preoccupanti: cala lo spread ma il miglioramento non tocca le imprese, soprattutto medie e piccole. La flessione maggiore si registra nella provincia di Lecce. Tasso per accesso al credito ridotto ai minimi

@TM News/Infophoto

BARI – Le imprese pugliesi continuano a scontrarsi con la difficoltà di ottenere l’accesso al credito. Lo rileva il Centro studi di Confartigianato Puglia che ha elaborato gli ultimi dati della Banca d’Italia per monitorare l’andamento degli impieghi erogati alle aziende.

Il risultato non fa ben sperare: i prestiti, infatti, sono diminuiti di oltre un miliardo di euro in un anno. In particolare, confrontato con lo stesso mese dell’anno precedente, ad agosto lo stock dei prestiti è sceso da 23 a 22 miliardi di euro, facendo registrare una flessione del 4,7 per cento. La crisi finanziaria, evidentemente, ha allentato la morsa sugli Stati e sugli istituti bancari, ma non sulle imprese.

Da tempo, nei Paesi periferici dell’Euro-zona, gli spread sono sensibilmente calati e la raccolta di capitali a tassi più bassi dimostra che la situazione è migliorata, sia nel breve che nel lungo periodo, grazie al sostegno della Banca centrale europea. Tuttavia, non si vedono ancora ricadute positive sulle aziende, soprattutto su quelle di piccole dimensioni. I rubinetti del credito, infatti, restano del tutto chiusi.

Negli istituti bancari si sta inceppando l’ingranaggio principale per sostenere l’economia reale. In un anno si registrano lievi riprese nei mesi di gennaio, giugno e luglio ma tutti gli altri sono negativi.

“L’analisi di questi dati elaborati del nostro Centro studi regionale – spiega Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Puglia – dimostra che persistono grosse difficoltà nell’accesso al credito, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese”. Tant’è che, in Puglia, la fetta più cospicua dei finanziamenti (16 miliardi 377 milioni) è stata destinata alle imprese con più di venti addetti; mentre la restante parte dei prestiti (6 miliardi 181 milioni) a quelle di minori dimensioni.

“Se si ha riguardo al fatto che in Puglia, secondo gli ultimi dati Istat disponibili, le imprese con meno di dieci addetti rappresentano il 96,1 per cento del totale e quelle con meno di venti addetti addirittura il 98,7 per cento, si comprende perfettamente come la gran parte del nostro tessuto imprenditoriale non venga irrorato affatto da queste risorse. Nonostante l’instancabile intervento di strumenti mutualistici, come i consorzi fidi, che hanno assicurato a tantissime micro e piccole imprese l’accesso al credito – conclude il presidente – ancora troppi sono gli imprenditori del tutto tagliati fuori”.

E’ interessante osservare anche la suddivisione per province. Il calo più consistente si registra proprio a Lecce che subisce una flessione del 7 per cento (da tre miliardi 650 milioni a tre miliardi 396 milioni), seguita da Foggia (6,9 per cento),  Brindisi (5,4), Barletta-Andria-Trani (3,7), Bari (3,4) e per finire Taranto che scende del 2,8 per cento.

Non va meglio per ciò che riguarda il tasso di riferimento per il credito agevolato. Nel mese di novembre si registra ancora una diminuzione per il tasso destinato ad industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile che si attesta al 2,63 per cento, con una flessione dello 0,15 per cento. Viene così stabilito il nuovo livello minimo assoluto del parametro. Questo, peraltro, è il nono mese di diminuzione consecutiva: prima di questa lunga serie di ribassi, il precedente limite minimo risale ai mesi di agosto e di novembre del 2005, quando il valore del tasso di riferimento era al 3,95 per cento.

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