Economia

La crisi penalizza le aziende pugliesi più di quelle della Grecia. Crollo dell'export

Il quadro prospettato dal Centro Studi Confartigianato Puglia conferma la contrazione in atto da anni delle vendite oltre Adriatico, ma per la prima volta vede un saldo negativo della bilancia commerciale. Il Salento invece rappresenta un'anomalia

@TM News/Infophoto

LECCE - Crolla l’export di tutte le province pugliesi verso la Grecia, mentre c’è un’inversione di tendenza per la quella di Lecce che nel primo trimestre del 2015 ha fatto registrare un aumento di oltre 9 punti percentuali sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Variazioni precedenti c'erano state anche nel 2008, 2010 e 2013 in quadro regionale, però, di rapida contrazione del volume delle merci vendute oltre Adriatico che di certo non ha risparmiato il Salento. Tra il 2007 e il 2014 il volume delle esportazioni si è infatti quasi dimezzato, passando da oltre 11 milioni a poco meno di 6. L’inizio del 2015, tuttavia, per quanto riguarda le imprese di Lecce e provincia, rappresenta un’anomalia interessante, considerando che per la prima volta il saldo delle bilancia commerciale con i dirimpettai ellenici risulta negativo - come documenta l’analisi del Centro Studi di Confartigianato Puglia - per quasi 41 milioni di euro. 

Nel primo trimestre del 2015 le esportazioni da tutta la regione ammontano a circa 44 milioni di euro, di cui 1,3 riferibili alla provincia di Lecce. Per soppesare l’entità del dato complessivo pugliese, basti pensare che nel 2007 le esportazioni superavano le importazioni di 300 milioni di euro, per poi conoscere un progressivo ridimensionamento fino ai 70 del 2014.

Speculare il discorso sulle importazioni: il Salento è l’unica area pugliese a registrare il segno meno (24 per cento) a fronte di vorticosi aumenti, fino a quasi il 500 per cento per il Foggiano e la Bat. Insomma pare che la crisi greca, che ha determinato una forte contrazione del potere d’acquisto da parte dei cittadini, stia penalizzando più la Puglia che le imprese elleniche. La Grecia, prima della crisi, era un buon acquirente di beni di consumo dall’Italia: ai primi posti prodotti alimentari e bevande, sostanze chimiche e farmaceutiche, abbigliamento e meccanica. In direzione contraria viaggiano, soprattutto, prodotti petroliferi raffinati, metalli non ferrosi, olio e prodotti da pesca.

“Da sempre la nostra regione ha un rapporto privilegiato con la Grecia – ha commentato Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia -. Per ragioni di prossimità geografica ma anche per i legami culturali che risalgono alla notte dei tempi, la Puglia è senza dubbio la regione italiana più influenzata dalle vicende della penisola ellenica”.

“Non solo i nostri imprenditori hanno perso un mercato di riferimento ma hanno purtroppo guadagnato la concorrenza di un agguerrito competitor, perlomeno in alcuni settori produttivi, in forza della svalutazione dei beni prodotti ad Atene. Dopo la restrizione delle esportazioni in Russia – conclude il presidente – è questa un’altra circostanza estremamente negativa di cui le imprese pugliesi, specie con un mercato interno ancora stagnante, avrebbero fatto volentieri a meno”.

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