Economia

Da Assoturismo proposte di modifica alla legge regionale sui B&b

Confesercenti presenta all'assessore al turismo della Regione Puglia, Silvia Godelli, dei propri suggerimenti per variare la nuova legge sui bed and breakfast. Tra gli obiettivi, tutelare il settore e rilanciare il sistema

LECCE - Una norma transitoria per agevolare il passaggio al nuovo quadro normativo dei Bed and breakfast, una serie di modifiche ed un percorso per giungere al passaggio delle strutture più grandi in “B&B in forma professionale” come alternativa alla scelta obbligata di divenire “affittacamere”: sono queste le proposte di Assoturismo Confesercenti di Puglia per rilanciare il sistema che proprio nelle piccole strutture come i B&b ha uno dei suoi maggiori punti di forza. Questo pacchetto di proposte è stato presentato in un documento all’assessore al turismo della Regione, Silvia Godelli, dopo una serie di incontri con gli operatori che ha avuto al centro l’esame dello specifico disegno di legge del 12 dicembre 2011 “Disciplina dell’esercizio saltuario di alloggio e prima colazione a conduzione familiare (Bed & breakfast)”.

Assoturismo apprezza l’iniziativa legislativa che si propone di mettere ordine nel settore della ricettività extra-alberghiera legata ai B&b, che (anche a causa dell’attuale normativa) versa in una situazione caotica. Dalla serie di incontri con gli operatori (e in particolare da quelli tenuti a Lecce il 27 dicembre e il 4 gennaio) è emersa la convinzione che la grande maggioranza degli operatori approvano l’idea di ricondurre il fenomeno dell’esercizio del B&B in forma non imprenditoriale nell’esclusivo ambito della conduzione familiare, pur tuttavia, nella convinzione che non bisogna in alcun modo assumere a priori posizioni punitive e “di muro contro muro” nei confronti di un fenomeno che, nonostante gli abusi, ha comunque consentito di produrre reddito a favore del territorio e di molte famiglie, in un momento di difficile congiuntura economica.

Assoturismo ritiene infatti che la maggioranza dei titolari che fino ad oggi hanno intrapreso l’attività di B&b lo hanno fatto rispettando la normativa vigente, qualche volta interpretandola a proprio vantaggio, e questo a causa delle caratteristiche di incertezza e contraddittorietà della stessa, con lo scopo principale di integrare il proprio reddito familiare. “Per questo – sottolineano dall’associazione di categoria -, prima di ogni richiesta di modifica al testo, è indispensabile prevedere una norma transitoria che consenta a coloro che già esercitano l’attività di continuare a farlo rispettando l’attuale normativa per un periodo limitato di tempo (ad esempio 5 anni). Tale deroga consentirebbe a coloro i quali hanno effettuato delle spese per ‘potenziare’ la propria offerta nel pieno rispetto della normativa oggi vigente, e non avendo usufruito di alcun beneficio o sgravio fiscale direttamente imputabile a tale spesa, di poter in qualche misura ammortizzare tali ‘investimenti’ limitando il danno derivante dalla prevista riduzione da 6 a 3 camere”.

Tra le altre modifiche proposte da Assoturismo, viene chiesta l’eliminazione del numero massimo di pernottamenti per innalzare a 300 giorni il periodo nel quale poter offrire ospitalità; inoltre, la prescrizione del ddl di consentire ai B&b di offrire ospitalità per un minimo di 90 ed un massimo di 270 giorni potrebbe infatti “incentivare” occultamenti di vario tipo relativi a presenze che dovessero eccedere tale limite per non incorrere in sanzioni, e rappresenterebbe un freno all’iniziativa che potrebbe rivelarsi illegittimo.

Dall’incontro con gli operatori, sarebbe poi emersa la reale convinzione che l’ospitalità non possa che essere offerta esclusivamente nella propria abitazione: “In caso contrario – affermano i rappresentanti di categoria -, non si comprende perché nei piccoli comuni o nei centri storici sia possibile esercitare ‘in immobili, fisicamente separati ma prossimi’, e ciò non valga per gli altri comuni o per le periferie”.

“Sarebbe opportuno – proseguono - specificare comunque cosa si intenda per ‘prossimi’, evitando di generare interpretazioni diverse da parte delle varie amministrazioni comunali, con il rischio di incorrere in applicazioni più o meno restrittive della norma all’interno della stessa Regione in forza di scelte di tipo ‘politico’ e/o a tutela di alcuni a discapito di altri. In effetti questa opportunità potrebbe essere offerta ai futuri Bed and breakfast gestiti in maniera professionale”.

Da Assoturismo Confersecenti propongono ancora l’eliminazione del punto relativo alla limitazione per i gestori di B&b alla sola pubblicità dei recapiti e delle caratteristiche della “struttura”, perché ognuno possa pubblicizzarsi come meglio crede, “purché le informazioni riportate rispondano al vero”: “Le sanzioni – chiariscono - appaiono sproporzionate e vessatorie e andrebbero generalmente mitigate. Considerato che le camere saranno al massimo 3, è sufficiente, come requisito minimo, la presenza di un solo bagno ad uso esclusivo degli ospiti, come tra l’altro accade anche per la classificazione alberghiera ad una stella”.

“Non si comprende – puntualizzano ancora - perché le bevande e gli alimenti da somministrare nella prima colazione debbano essere ‘preconfezionati e non manipolati’ quando la colazione dovrebbe rispecchiare essa stessa le abitudini della famiglia e le caratteristiche di autenticità alla quale si fa espresso riferimento nell’articolo 1”. Assoturismo, in definitiva, ritiene opportuno regolamentare a breve anche ciò che il “nuovo codice del turismo” definisce come “B&b in forma professionale”, per offrire una valida alternativa alla scelta obbligata di divenire “affittacamere”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Da Assoturismo proposte di modifica alla legge regionale sui B&b

LeccePrima è in caricamento