Il turismo nel 2016: la Puglia continua a crescere, il Salento ancora di più

Ad ottobre già superato il numero di visitatori del 2015. Tra le dieci destinazioni con le migliori performance sei sono in provincia di Lecce

L'abbazia di Santa Maria a Cerrate.

LECCE – A conferma di quanto si è scritto appena ieri sull’andamento dei flussi turistici nella provincia di Lecce dal 2009 al 2015, sono stati diffusi oggi i dati dall’Osservatorio del Turismo della Regione Puglia relativi ai primi dieci mesi del 2016.

La Puglia ha già migliorato i risultati dell’anno precedente, con un incremento del 6,4 per cento degli arrivi e del 3,2 delle presenze. Per il terzo anno consecutivo si registra una ripresa sostanziale della domanda nazionale ma è la quota dall’estero a crescere in maniera importante: più 13 per cento gli arrivi, più 8,4 per i pernottamenti. Numeri che portano il tasso di internazionalizzazione dal 21,8 del 2015 al 23,2 per cento, una soglia tuttavia ancora lontana dalla media nazionale, prossima al 49 per cento.

Per le rilevazioni la regione è divisa in sei aree:  Puglia Imperiale, Gargano e Daunia, Magna Grecia Murgia e Gravine, Valle d’Itria, Bari e la costa e Salento che registra la quota più rilevante sia di arrivi che di presenze (pernottamenti), con un incremento rispettivo dell’8,8 e del 7 per cento. La performance migliore è quella di Bari e della sua zona costiera con un differenziale positivo di 17 e 14 punti sull’anno precedente.

Tra le dieci destinazioni che registrano i progressi più sostanziali, sei sono salentine: Lecce è al primo posto, Melendugno al terzo, Salve al quarto, Porto Cesareo al quinto, Otranto all’ottavo e Ugento al nono. In generale i flussi sono aumentati anche nei mesi invernali e a giugno, nel solco di quel processo di destagionalizzazione al quale la Regione sta lavorando anche attraverso il Piano Strategico Turismo Puglia 365.

Soddisfatta, naturalmente, l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone: “Un anno importante il 2016. Un anno di transizione nella programmazione e nella visione strategica del  turismo in Puglia. La visione è quella di portare la Puglia ad un livello di stagionalità che superi quella balneare, puntando su una esperienza di conoscenza nei borghi e centri storici della Puglia, grazie al grande patrimonio culturale e di tradizioni, allungando la stagione fino a Natale con eventi specifici da promuovere su tutti i media. L’obiettivo al 2017 è quello di continuare a ridurre il peso dei flussi nel mese di agosto a vantaggio dei mesi spalla (da marzo a ottobre) e invernali per merito delle attività di InPuglia365”. 

L’esponente del governo regionale  indica le priorità per consolidare i risultati raggiunti: “I primi dieci anni sono stati anni di ‘narrazione’ della Puglia con una strategia di promozione che ha dato i suoi frutti, come dimostrano anche i dati del Rapporto dell’Osservatorio. Adesso bisogna puntare sul miglioramento dell’accoglienza e dei servizi e su prodotti integrati. L’anno prossimo prevediamo bandi pluriennali che chiameranno i comuni a confrontarsi in una competizione globale con il supporto della Regione e  di Pugliapromozione che  organizza il gioco di squadra. Questo perché noi crediamo veramente che il turismo possa diventare uno straordinario terreno di occupazione stabile. Il prossimo anno dovremo fare ancora passi avanti nell’accoglienza e nella integrazione dei servizi. E’ lo sforzo più difficile, ce ne rendiamo conto”.

Paolo Verri, commissario di Pugliapromozione, si sofferma sull’andamento dei flussi durante l’anno: “Non ci sono cadute nel corso dei mesi,  non  abbiamo un flusso con una sinusoide stretta, bensì una curva di mantenimento costante. I turisti da gennaio fino a maggio crescono e continuano a crescere dopo  settembre e ottobre. Una continuità nelle politiche  che sta creando una continuità di crescita con un risultato di tutto rilievo che si può prevedere continui nel 2017 perché i trend internazionali ci consentono di guardare in maniera piuttosto rosea al futuro. Il Mediterraneo continua ad essere interessante per i flussi di tedeschi, inglesi e francesi  ed anche di americani e scandinavi e,  in assenza ancora di grandi destinazioni turistiche disponibili nella parte sud del mediterraneo, si realizza un rafforzamento complessivo dell’Italia e della Puglia all’interno del sistema Italia”.

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I dati dell’osservatorio  confermano rispetto al 2015 il ranking dei primi dieci mercati esteri: Germania al primo posto seguita da Francia, Regno Unito, Svizzera e Stati Uniti d’America. Francia, Regno Unito, Polonia, Svizzera e Paesi Bassi sono stati i Paesi che hanno registrato gli incrementi maggiori nei pernottamenti. Nel complesso il 2016 ha visto crescere i mercati dell’Europa dell’Est - Croazia, Grecia, Lituania, Bulgaria, Ucraina, Slovacchia - ma anche i mercati più lontani quali Cina, Corea del Sud, Australia e Argentina. In netta ripresa il turismo dalla Spagna dovuto anche al doppio collegamento da Bari e Brindisi per Barcellona.

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