Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

Export: nel 2012 la Puglia cresce, ma la provincia di Lecce mostra il segno meno

Il dato regionale del 2012 segna un più 7,3, oltre la media italiana, ma quello salentino è in controtendenza. Il primo trimestre del 2013 rivela però un netto calo: crollano la siderurgia e l'industria estrattiva. Lo dice il Rapporto sul commercio estero

@TM News/Infophoto

LECCE – Calo dell’export delle imprese salentine. In attesa che i timidi segnali di ripresa economica generale si trasformino in qualcosa di più concreto, la Puglia prende atto dei dati sulle esportazioni che vedono la provincia di Lecce, nel 2012, come l’unica a far registrare il segno negativo rispetto all’anno precedente. Lo dice il Rapporto annuale sul commercio estero, a cura dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

La regione, nel suo complesso, mette e segno un più 7,3 per cento – il doppio del dato nazionale – grazie alla performance del barese che contribuisce con 3,6 miliardi di euro al fatturato regionale che è di 8,8. Dalla provincia di Taranto il miglior incremento annuo con il 18,2 per cento, bene anche il foggiano con il 10,4 in più. Male la provincia di Lecce che evidenzia una diminuzione del 4,3 per cento.

Le imprese pugliesi hanno conquistato quote di mercato in Gran Bretagna (più 41 per cento), Paesi Bassi (32,3), Stati Uniti (19,2), Germania (17,3) mentre hanno registrato una contrazione le esportazioni in Francia, Spagna e Grecia. Il settore dell’aerospaziale e del petrolio greggio ha ripetuto i buoni risultati dell’anno precedente, seppur con qualche lieve flessione, mentre le vendite di motori, generatori e trasformatori elettrici hanno subito un incremento del 64 per cento, invertendo il trend del biennio 2010/2011. In calo i prodotti della siderurgia, i mobili, le parti e gli accessori per auto e motori. E se il credito pugliese è diminuito, una flessione ancora maggiore si è avuto sul fronte del debito, con il dato più alto a livello nazionale, meno 26 per cento.

Il rapporto, però, va oltre il 2012 e per il primo trimestre dell’anno in corso disegna uno scenario a tinte fosche: Le esportazioni della Puglia hanno registrato una contrazione - rispetto allo stesso periodo del 2012 - del meno 16,1 per cento, in ragione del crollo delle vendite nei paesi dell’Unione Europea Ue ( meno 22,6 per cento) e del calo verso gli altri paesi ( meno 7,2 per cento). Tra le attività economiche che hanno riportato le maggiori flessioni si segnalano distinti i metalli di base e prodotti in metallo (meno 68,5 per cento), i prodotti dell'estrazione di minerali da cave e miniere (meno 67,2 per cento), i computer, apparecchi elettronici e ottici (-58,4 per cento), i coke e prodotti petroliferi raffinati (meno 39,7 per cento) e gli autoveicoli ( meno 18,7 per cento). Al contrario, hanno mostrato variazioni positive le esportazioni di apparecchi elettrici (più 54 per cento), articoli farmaceutici (più 12,4 per cento), prodotti tessili e mobili (rispettivamente più 6,3 e 4,2 per cento).  

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