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Lavoro, nel 2014 il Salento annaspa sul fondo. Giovani e donne senza prospettiva

I dati di gennaio, a livello nazionale, lasciano intravedere qualche spiraglio di miglioramento, ma la fotografia dell'anno che si è da poco concluso cristallizza una situazione impietosa per il Tacco d'Italia: il tasso di disoccupazione è il più alto in Puglia

LECCE – I dati diffusi dall’Istat in tema di lavoro e relativi al mese di gennaio fanno tirare un sospiro di sollievo al governo, ma l’analisi dei numeri riferiti all’intero 2014 non sembra consentire particolari spiragli nel breve periodo. Se poi la lente di ingrandimento si sofferma sul dettaglio territoriale, allora emerge la condizione della provincia di Lecce come paradigmatica della condizione di un Sud che resta inchiodato al segno negativo.

Il Salento nel 2014

La prima constatazione da fare è che il tasso di disoccupazione in provincia di Lecce è il più alto della regione, con il 25,8%, il doppio della media nazionale (12,7). Disaggregando per genere, si rivela una verità ancora più cruda: il tasso di disoccupazione femminile è al 29,2 %, inferiore, ma di decimali, solo a quello di Napoli, di Crotone e di Siracusa in tutto il Mezzogiorno. In Italia la media è invece al 13,8.

Le donne in cerca di lavoro, nel Salento sono 34mila, mentre gli uomini 42mila, su una popolazione in età lavorativa di 368mila femmine e 329mila maschi.  Il rovescio della medaglia non è più incoraggiante: il tasso di occupazione maschile è al 52,8% (55,1 in Puglia; 64,7 in Italia), quello femminile al 30,8 (in Puglia è al 29,5 per cento, in Italia al 46,8).

La condizione in Italia

Nel Belpaese, rispetto al 2013, ritorna il segno positivo per quanto riguarda l’occupazione (0,4%), con un miglioramento nella componente femminile e nelle regioni centrali (pari a poco meno del 2%) ma con un calo nel Mezzogiorno di 45mila unità che valgono lo 0,8%.

In particolare si registra una contrazione degli occupati nelle due fasce comprese tra gli estremi dei 15 anni e dei 49, a fronte di un incremento per quanto riguarda le persone con 50 anni o più. Diminuisce anche, tra gli occupati, la componente italiana, con un calo di 23mila unità, mentre cresce quella straniera con 111mila unità.

Se migliora lievemente il dato sull’occupazione, peggiora però quello sulla disoccupazione. Rispetto al 2013 ci sono però 167mila persone in più senza lavoro: pesa in questa direzione la fetta di coloro che sono alla ricerca della prima occupazione e l’incidenza della disoccupazione di lunga durata. Aumenta al 42,7% il tasso di disoccupazione giovanile (tra 15 e 24 anni) con un incremento del 2,6%, con la punta dell’iceberg nella condizione delle giovani donne del Mezzogiorno con un tasso del 58,5%.

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