Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Turismo: più turisti, ma ricavi ridotti. Federalberghi: “Basta con gli intermediari”

In occasione di un seminario di Federalberghi Confcommercio di Lecce analizzati i dati dell'Osservatorio alberghiero per il 2013: cresce il dato sull'occupazione delle camere, diminuisce quello sulle tariffe. Il saldo non è soddisfacente

LECCE –  I dati dell’Osservatorio alberghiero sono stati al centro di un seminario, aperto agli operatori di settore, promossa da Federalberghi Confcommercio di Lecce. I numeri dicono che cresce l’occupazione della camere ma diminuisce, rispetto al 2012, il valore medio della tariffa. All’incremento della prima voce, passata dal 42,6 per cento al 46,4 corrisponde infatti un calo di oltre 4 euro dei prezzi. L’incrocio dei due dati ha prodotto nel 2013 un ricavo medio per camera di 29,32 euro, superiore di appena il 2,3 per cento rispetto all’anno precedente.

Al gennaio di quest'anno sono state censite, in provincia di Lecce, 32mila camere (o piazzole) per oltre 78mila posti letto. Gli alberghi sono 288, 452 le strutture extralberghiere, 1045 i bed and breakfast: “Ci siamo soffermati spesso sul tema della tariffa troppo bassa per una destinazione come Lecce– ha affermato De Santis, presidente provinciale di Federalberghi Confcommercio -. Eppure abbiamo in Italia degli esempi di destinazioni, come Taormina, che sono riuscite ad innalzare il proprio posizionamento tariffario grazie ai segmenti più elevati dell’offerta ricettiva con un conseguente  un effetto-traino sull’intera destinazione”.

Dall’analisi dei dati si è poi passati alle proposte più operative, con l’invito rivolto a tutti gli operatori a lavorare seriamente e in modo sinergico per favorire quella destagionalizzazione dei flussi, di cui spesso si è evidenziato la necessità in un territorio la cui vocazione turistica resta confinata da maggio a settembre. “Bisogna  mettersi quindi a lavoro – ha concluso De Santis -  per trovare materialmente modi e formule promozionali, anche con il contributo di Puglia Promozione, per intercettare, ad esempio, determinati segmenti di mercato interno, famiglie, bikers, e di mercato internazionale, penso ai paesi Brics. E magari iniziare a mettersi insieme anche nell’attività di promozione e commercializzazione, bypassando i canali di intermediazione che richiedono commissioni del 20 per cento e oltre. È arrivato probabilmente il momento di provarci seriamente”.

All’incontro hanno preso parte esperti del settore, quali Vera Roselli della Res Hospitality and Developers e Luciano Scauri consulente per Skl International Hotel Consulting.

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