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Un altro addio a Sanitaservice. Questa volta si dimette l’amministratore De Santis

Rimasto alla guida della società in house creata dalla Asl di Lecce da appena un anno, ecco le seconde dimissioni dopo quelle di Vito Gigante. Sullo sfondo gli attriti sindacali e i nodi irrisolti dell'organizzazione del lavoro

LECCE - La carica di amministratore di Sanitaservice non sembra portare molta fortuna a chi la ricopre. Dopo le dimissioni di Vito Gigante, rimasto in sella della società in house creata dalla Asl di Lecce appena sei mesi, è la volta di Luigi De Santis. Anche lui rinuncia all’incarico dopo aver cercato di dare un ordine al processo di internalizzazione dei servizi per soli 24 mesi.

De Santis Sanitaservice(3)-2“Motivi personali” è la spiegazione ufficiale. E sul fatto che l’incarico fosse particolarmente delicato, considerata la mole di lavoro e i nodi irrisolti dell’organizzazione del lavoro nei vari presidi ospedalieri, si sono pochi dubbi. Così come è chiaro lo sfondo di attrito sindacale che ha fatto da contraltare all’operato di De Santis, rendendo la sua figura a dir poco controversa nell’opinione generale dei suoi dipendenti.

Gli incontri- scontri con gli esponenti sindacali di Usb, sono rimasti negli annali della storia della società in house, messa in piedi nel 2010 per stabilizzare il personale addetto alla pulizia, all’ausiliariato, alla manutenzione del verde, al servizio informatico. Tutti assunti in diverse tornate, ma molti ancora in attesa del promesso aumento del monte ore sino al full time. Il principale motivo di scontro tra l’ex numero uno di Sanitaservice e il referente Usb Gianni Palazzo risiedeva nella “mancata” organizzazione del lavoro.

Dopo le manifestazioni, le accuse di aver impiegato il personale in mansioni diverse rispetto a quelle assegnate, con orari da rifare, e la polemica sulla mancata elezione dei referenti interni, “poco o nulla è cambiato”, spiega lo stesso Palazzo che commenta così la decisione di De Santis di mollare la presa: “Apprendo la notizia con dispiacere, dal punto di vista umano. Ma probabilmente lui non si è sentito all’altezza di un ruolo che imponeva un maggior rigore organizzativo”.

L’ostruzione di altre sigle sindacali nel sedersi intorno ad un tavolo per affrontare un ragionamento comune, secondo il sindacalista, avrebbe reso ancora più teso il clima circostante.

Palazzo non esclude nemmeno che le dimissioni possano anche essere legate alla querelle sul possesso dei requisiti idonei a ricoprire l’incarico, da parte di De Santis, chiamato a sostituire il predecessore “in tutta fretta”. “Pur non avendo mai visionato il curriculum dell’interessato, abbiamo richiesto alla direzione generale della Asl se la sua nomina fosse in regola con la circolare emanata dall’assessorato regionale alla Sanità”. Una richiesta, a quanto pare, rimasta inevasa.

L’augurio generale è che il prossimo avvicendamento al timone di Sanitaservice possa essere di lunga durata, per assicurare una maggiore continuità anche nelle relazioni interne. Il futuro precario della società in house, su cui pende la spada di Damocle della spending review che la vorrebbe in liquidazione a fine 2013, è appeso alle sorti del nuovo piano di ristrutturazione aziendale, peraltro già predisposto ed inviato a Roma. Nel pieno rispetto del termine dei 90 giorni previsto per legge.

“Siamo anche alla soglia di una scadenza importante, come quella dell’elezione delle Rsu interne, il 26 novembre. – conclude Palazzo – Speriamo, quindi, che il direttore generale Valdo Mellone proceda in fretta nel selezionare una nuova guida per la società in house”.

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