Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Diritti in campo: proposte Flai Cgil contro caporalato

Il sindacato ha tenuto un convegno per discutere dello sfruttamento degli immigrati proprio a Nardò, il centro nevralgico del fenomeno estivo. "L'emersione del lavoro nero è il primo obiettivo"

CGIL_002

NARDO' - Sconfiggere la piaga del caporalato agricolo per ridare dignità sociale e lavorativa alle migliaia di lavoratori immigrati sfruttati nel Salento: un obiettivo grande, certo, ma non per questo irraggiungibile. Flai Cgil è tornata a parlarne durante il convegno "Diritti in campo" che ha visto la partecipazione di buona parte della segreteria del sindacato, insieme all'assessore regionale alle Politiche di inclusione dei migranti, Nicola Fratoianni, al nuovo sindaco di Nardò, Marcello Risi e ai rappresentanti delle associazioni di volontariato impegnate nell'accoglienza dei migranti presso la masseria "Boncuri" di Nardò.

E non a caso, l'incontro si è tenuto nel Convento dei carmelitani della stessa cittadina, ormai cuore nevralgico di un fenomeno che riesplode durante la stagione di raccolta delle angurie, quando Nardò diventa il ricettacolo di centinaia di braccianti extracomunitari, facili prede del racket e del lavoro nero.

"Il caporalato è un fenomeno inafferrabile, che vive di clandestinità" ha spiegato Antonio Gagliardi, segretario generale, giustificando così la necessità di combatterlo attraverso una legislazione adeguata: Cgil sta infatti portando avanti una proposta di legge che introduca il reato penale per questa pratica, attualmente sanzionata con un'ammenda pecuniaria di appena 50 euro.

Ma c'è di più, perché senza l'abbattimento delle barriere culturali non ci può essere integrazione vera né legalità. Per uscire dall'isolamento di cui si nutre il caporalato post moderno, nella definizione di Gianluca Nigro dell'associazione "Finis Terrae", da quella condizione, cioè, che ha visto per troppo tempo i lavoratori in mano al ricatto dei caporali che dispensavano acqua potabile, cibo e dormitori a cielo aperto nelle campagne neretine, è indispensabile individuare nuove strade: promuovere la conoscenza della lingua italiana, corsi di formazione al lavoro e istituire apposite liste di collocamento presso i Centri per l'impiego territoriali.

Masseria Boncuri, in questo senso, rappresenta un progetto pilota per l'emersione del lavoro nero fondata sull'accoglienza, nel senso più concreto del termine, cui da due anni lavorano di concerto tutte le istituzioni del territorio. Ma la piaga del diritti negati agli stranieri, non si ferma a Nardò: ha investito i campi fotovoltaici come nel tristemente famoso caso degli operai dell'azienda Tecnova, ha ricordato la segretaria confederale Antonella Cazzato e offende il nostro territorio con la pratica oscena della tratta delle schiave da destinare alla strada.

Secondo l'assessore Fratorianni, tutto ciò non è un caso, ma il calcolato risultato di "quindici anni di politiche sull'immigrazione xenofobe e fallimentari rispetto allo sbandierato obiettivo di arrestare i flussi migratori".


"La legge Bossi-Fini che concede il permesso di soggiorno solo a chi ha un contratto di lavoro regolare, finisce per favorire proprio la clandestinità di quanti subiscono le condizioni umilianti del lavoro nero, pur di sopravvivere", ha concluso l'assessore suggerendo l'idea che sotto sotto, questa situazione, faccia comodo a tutti.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Diritti in campo: proposte Flai Cgil contro caporalato

LeccePrima è in caricamento