Giovedì, 17 Giugno 2021
Economia

“Disegno di legge sui B&b presenta profili di incostituzionalità”

L'associazione di categoria "Girandolapuglia" boccia la proposta dell'assessore regionale, Silvia Godelli, e pone argomentazioni per una mediazione sulla normativa in fase di discussione: "Per le strutture già attive, deroga di 5 anni"

Una lettera aperta all’assessore regionale Silvia Godelli in merito alla riforma sui Bed and breakfast pugliesi. A firmarla è l’associazione di categoria “Girandolapuglia”, che si definisce “forse l'unica in Puglia, legalmente costituita, frutto di un corso indetto dal Ministero del Lavoro che opera e promuove il turismo e il territorio da 9 anni”: “Seguiamo con molto interesse – si legge nel testo - l’evolversi della situazione riguardo la proposta di legge sui B&b e chiediamo di poter prendere parte, al pari di tutte le altre associazioni, al dibattito in corso”.

“Ricordiamo – affermano - che l’associazione è nata su iniziativa del Cotup che negli anni scorsi ha puntato sull’accoglienza familiare e non possiamo che constatare come questa proposta del legislatore rappresenti una vera e propria inversione di tendenza rispetto al passato: nel tentativo di mettere ordine rischierebbe di frenare un micro settore che si è rivelato centrale nell’attrattiva di nuovi flussi turistici”.

Secondo l’associazione la proposta di legge dell’assessore Godelli presenterebbe “profili di incostituzionalità sotto l’aspetto dei diritti quesiti”, esponendo la Regione a “innumerevoli azioni di risarcimento danni”: “Il recente nuovo codice del turismo – spiegano - ha reso necessario un riordino normativo a livello regionale, ma ci si attendeva un intervento di più ampio respiro, che riguardasse ogni voce individuata dal codice come agriturismi, contratti di locazioni turistiche, B&b professionali. È stato invece presentato un testo di legge piuttosto confuso. Tanta confusione rende per noi davvero difficile non chiedere di respingere in toto la proposta”.

Nello specifico, si criticano alcuni punti: “Sottolineare la peculiarità dei B&b come ospitalità in ambito esclusivamente familiare; riteniamo ingiustificata ed eccessiva la riduzione di camere e posti letto; è troppo restrittiva la coincidenza della residenza con l’unità immobiliare catastale. Pensiamo che sia sufficiente una norma che permetta il servizio di B&b anche in una abitazione attigua o distante al massimo 50 m, indipendentemente dal fatto che sia ubicata nei centri storici, nei borghi o nei piccoli comuni (moltissime case anche piccole nei centri storici sono divise in diverse particelle catastali e ciò renderebbe impossibile una gestione familiare)”.

Godelli-3Inoltre “l’ambito dei B&b in forma professionale al momento non è normato e dunque è una scelta che crea incertezze e dubbi per chi volesse intraprenderla, un vero e proprio salto nel buio, tra l’altro in controtendenza alle liberarizzazioni programmate in sede di governo nazionale. La previsione, all’art 2 comma 7, è eccessiva e inutile: limitare l’attività informativa ai soli recapiti e alle caratteristiche della struttura non permette di utilizzare gli strumenti pubblicitari per comunicare attrattive e peculiarità del nostro territorio. A tal proposito, è necessaria una distinzione tra servizi a pagamento, che resterebbero vietati ai B&b, e tutto ciò che può essere offerto al turista nell’ambito familiare in forma gratuita”.

“Ci sembra controproducente – scrivono - non poter permettere a un B&b di inserire nella comunicazione pubblicitaria notizie relative a iniziative del proprio paese, delle bellezze o consigli su ristoranti, luoghi da visitare. I siti dei B&b sono stati uno strumento dall’attrattività esponenziale in questi anni e sono riusciti a fare un lavoro di promozione che le categorie professionali hanno colpevolmente disatteso”.

Per l’associazione, se “accoglienza familiare deve essere, che lo sia fino in fondo”: “Le colazioni in famiglia devono poter essere manipolabili e non solo preconfezionate”. E ancora: “La scelta di alcuni requisiti è incomprensibile come telefono, uso cucina e cassetta di sicurezza. Il primo è anacronistico l’altro è un contra legem e sembrano requisiti da strutture alberghiere. Consideriamo inutile una classificazione ‘verticale’ quanto invece può essere utile una classificazione ‘orizzontale’ che elenchi e comunichi le peculiarità della famiglia e della casa ospitante. È insensato che il telefono in camera o il televisore abbiano lo stesso valore di un impianto fotovoltaico o di comportamenti rispettosi dell’ambiente. È assolutamente deludente la mancanza tra i requisiti della conoscenza di una lingua straniera, che riteniamo che la conoscenza di una lingua straniera sia giusta anche se non necessaria”.

Ugualmente deludente, per l’associazione, è che non venga colta l’occasione del marchio per indire una gara di idee sia per il nome che per il logo coinvolgendo anche gli operatori: “L’industria creativa, che questa giunta vuole incentivare, ne trarrebbe certamente vantaggio. Si raggiungerebbe così un doppio obiettivo, far emergere e lavorare giovani grafici e condividere quanto più possibile marchio e slogan”.

Le sanzioni sarebbero da rivedere: “Le somme previste denotano una scarsa conoscenza delle entrate medie di un normale B&b. Anche la formulazione stessa dell’elenco delle sanzioni ci ha lasciato stupiti ed in particolare la lettera sul mancato rispetto della segnalazione del percorso antincendio; non è presente alcun obbligo al riguardo negli articoli della legge. Per noi è difficile capire come affrontare il passaggio dalla vecchia norma alla nuova, è inconcepibile dover ripresentare aggiornandola ai nuovi limiti; al momento non si sa quando verrà approvato il testo e si rischia di doverlo fare a prenotazioni già avvenute. Qualora dovesse entrare in vigore questa legge, facciamo nostra la richiesta del presidente di Confesercenti Puglia, cioè, una deroga di 5 anni per i B&b già attivi”.

“Ribadiamo – sostengono - che il B&b familiare debba essere regolato al pari delle altre offerte turistiche previste dal codice e in particolar modo sia utile combattere quello che è il vero vulnus dell’offerta ricettiva: l’affitto in nero. In un quadro normativo chiaro è benvenuto un intervento di controllo volto a colpire chi abusi della denominazione B&b”, che “è un brand utilizzato anche da albergatori e operatori professionali e non sempre è sinonimo di accoglienza familiare”.

 

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