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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Economia

Due miliardi di euro in più nei conti correnti: aumentano i depositi di famiglie e imprese

I dati, elaborati dall'Osservatorio economico di Aforisma, indicano che tra il 2019 e il 2021 le maggiori variazioni in termini percentuali sono state registrate a Otranto, Gallipoli e Tricase. Il ruolo delle misure a sostegno della liquidità e la propensione al risparmio in tempi giudicati incerti

LECCE - In provincia di Lecce l'importo complessivo delle somme depositate in conti correnti bancari è aumentato in due anni di quasi due miliardi di euro, arrivando alla cifra di quasi nove miliardi. Considerando anche i libretti postali e altre modalità di risparmio, il totale ammonta a 15,2 miliardi di euro.  Emerge dunque una immissione di liquidità importante nel periodo della pandemia, tanto che per l'Osservatorio economico di Aforisma, che ha elaborato un pluralità di dati (tra cui quelli aggiornati di Bankitalia e Istat) la raccolta bancaria è stata “sorprendente”.

Sono stati presi in esame 19 comuni, quelli più grandi e con almeno tre sportelli attivi sul territorio.  L'importo medio pro capite dei depositi a Maglie resta il più alto: dal 2019 al 2021 è passato da 24.474 euro a 33.885. Segue Lecce, dove il valore medio dei depositi è passato da 22.621 a 28.843 euro. Al terzo posto Leverano, con 17.338 e un aumento di 3.559 euro rispetto all'importo di fine 2019. Taurisano, Monteroni di Lecce e Galatone chiudono la classifica.

In termini percentuali nel periodo considerato la variazione più marcata è stata a Otranto con il 64,4 percento (da 9.737 a 16.012 euro); a Gallipoli con il 49,7 percento (da 10.509 a 15.730 eruo); a Tricase con il 49,6 percento (da 11.344 a 16.969 euro). Quella meno accentuata, invece, a Leverano con il 25,8 percento (da 13.779 a 17.338 euro); Copertino con il 24,8 (da 7.510 a 9.372 euro); a Galatone con il 12,5 percento (da 5.652 a 6.356 euro). Nel capoluogo l'aumento è stato del 27,5 percento passando da 22.621 euro a 28.843 euro pro capite.

“La maggiore liquidità – spiega Davide Stasi, direttore dell’osservatorio – è stata anche una reazione alle misure restrittive imposte al fine di contenere la diffusione delle varianti del nuovo coronavirus. La raccolta bancaria è stata sorprendente, tenuto conto che è avvenuta in un periodo fortemente condizionato dall’emergenza sanitaria. Il fenomeno va osservato, dunque, da più punti di vista. Da un lato c’è la ripresa dopo mesi di lockdown, nonché l’effetto diretto delle misure di sostegno alla liquidità introdotte a tutela di famiglie e imprese (decreto Cura Italia e successivi), oltre alle iniziative dell’Associazione bancaria italiana (Abi), tra moratorie dei crediti e piani dilazionati di ammortamento. Si affiancano, poi, i prestiti garantiti e le sospensioni dei pagamenti di tasse, cartelle e contributi. Dall’altro lato c’è stata anche l’incertezza generale, con gli spettri di una temuta riduzione dei redditi e il continuo rinvio degli investimenti. Questo atteggiamento fortemente prudenziale ha portato ad accantonare ulteriore liquidità precauzionale”.

Il fatto che l'incremento relativamente più alto sia stato registrato in territori rivieraschi - Otranto, Gallipoli e Tricase - può essere anche legato all'indotto dei flussi di vacanzieri e di turisti che, proprio per le restrizioni ai viaggi, hanno eletto il Salento come destinazione domestica preferita. 

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