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Martedì, 24 Maggio 2022
Economia

“Salento circolare”: Confcommercio e Confartigianato puntano sulle pratiche sostenibili

Il progetto presentato in mattinata con l’obiettivo di puntare ai beni di lunga durata, alla riduzione di produzione dei rifiuti e alla rigenerazione di materie prime

LECCE -  Si punta alle buone pratiche. È stato presentato questa mattina alla Camera di Commercio di Lecce “Salento circolare”, il progetto che intende valorizzare la cultura dell’economia circolare sul territorio creando una rete di relazioni per diffondere comportamenti sostenibili all’interno delle imprese del territorio, degli enti locali, della scuola pubblica e del sistema formativo. L’obiettivo è puntare alla la produzione di beni di lunga durata; allala produzione di energie rinnovabili; ad attività di ricondizionamento; alla riduzione della produzione di rifiuti, ala generazione di materie prime seconde dagli scarti di produzione migliorando la qualità della vita.

Il progetto è stato proposto da Confartigianato imprese Lecce e Confcommercio imprese per l'Italia Lecce, in attuazione dei principi e obiettivi di cambiamento contenuti nella Carta per l’Economia circolare firmata il 19 gennaio a Roma da undici tra le più importanti associazioni italiane: Confindustria, Confartigianato imprese, Cna, Casartigiani, Claai, Confcommercio, Confesercenti, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop e ConfApi.

Parlare di futuro vuol dire parlare di economia circolare". Sono le parole di Maurizio Maglio, vice presidente della Camera di Commercio di Lecce e presidente di Confcommercio Lecce, che prosegue: "Cerchiamo di diffondere la cultura del green. Oggi il futuro non può prescindere da una economia circolare. Vediamo insieme quali sono le proposte e le azioni da mettere in campo per diffondere la cultura del green. L’economia circolare è l’unico futuro possibile”.

“Dobbiamo decidere se i rifiuti sono tali o possono diventare una risorsa", ha dichiarato il presidente di Confartigianato Lecce Luigi Derniolo. Pensiamo a un futuro green. Dobbiamo trasformare il rifiuto in un bene da riutilizzare e, in un secondo momento, anche da commercializzare. Bisogna considerare il rifiuto come un mezzo economico che possa dare vita a nuove aziende. Il coinvolgimento delle scuole è fondamentale. I ragazzi possono offrire nuove idee sul riutilizzo del rifiuto anche attraverso materiali e tecniche nuove".

“Nel Salento ho visto numerosi esempi di innovazione, recupero, sostenibilità e di inclusione", ha sottolineato Paolo Marcesini, direttore di Italia Circolare. "Sono tante le aziende basate sullo sviluppo sostenibile. Ed è da qui che bisogna partire. Italia Circolare nasce proprio per raccontare lo sviluppo dell’economia circolare e delle buone pratiche da mettere in campo. Bisogna abbandonare l’economia lineare, che vede il produttore indirizzato verso il consumatore attraverso un percorso rettilineo. Perché le materie stanno finendo e questo tipo di economia non è più sostenibile. L’economia circolare parte dal produttore, passa dal consumatore per poi ritornare al produttore. Il consumatore non è l’utilizzatore finale ma è complice del processo, attraverso la raccolta differenziata, e aiuta a chiudere il cerchio”.

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