"Economia in retromarcia", il preoccupante dato sul calo dei veicoli merci

Eccessiva pressione fiscale e mancanza di liquidità alla base della flessione che riflette il trend nazionale del comparto. Ma il presidente regionale Confartigianato imprese rilancia: “Potremmo essere la piattaforma logistica del Mediterraneo”

BARI – L’economia pugliese stenta a ripartire, anzi “va addirittura a retromarcia”. Così il presidente di Confartigianato imprese Puglia, Francesco Sgherza, commenta, dati alla mano, il preoccupante trend del settore dei veicoli commerciali e industriali nella regione. Un orientamento negativo che riflette quello generale del mercato dell’auto per cui gli italiani spendono sempre meno, oberati come sono dalla pressione fiscale e dal potere d’acquisto delle buste paga. Nonostante gli incentivi fiscali e le politiche di sensibilizzazione.

Situazione che, stando all’indagine del centro studi di Confartigianato sui dati estrapolati dal pubblico registro automobilistico, è tanto più allarmante quanto più la si mette in relazione alla percentuale del trasporto merci su gomma, ovvero l’85% del totale nazionale.

E per quanto lo studio prenda in considerazione in modo particolare i veicoli fino a 3,5 tonnellate, la flessione si è avvertita in quasi tutte le fasce dei veicoli da trasporto, siano essi “leggeri” o “pesanti”.

Se per i primi, infatti, si è passati dalle 198.206 unità del 2012 alle 197.542 di quest’anno, i secondi sono calati da 53.970 dell’anno passato a 53.354. Cioè 616 unità in meno. In altre parole il parco dei veicoli commerciali, quelli intestati al Pra della Puglia, ha subito una contrazione complessiva di 2710 mezzi. Senza contare autocarri, motocarri, quadricicli e rimorchi. Il che vuol dire crisi nera.

Lo confermano le parole di Sgherza il quale sottolinea quanto il comparto del trasporto su gomma sia strettamente legato all’andamento del pil – prodotto interno lordo – del Paese e rappresenti, di fatto, un valido indicatore dello stato di sofferenza dell’economia.

Aspetti che, nell’ambito di un segmento che si può a buon titolo definire strategico per l’Italia, dovrebbero far riflettere non poco, anche in virtù delle paradossali norme europee in materia che, sempre secondo Sgherza, favorirebbero i vettori stranieri a detrimento di quelli nazionali. A ciò andrebbe ad aggiungersi il forte ritardo nei pagamenti da parte della committenza a causa della crisi dell’industria e della disponibilità di liquidità che hanno messo in ginocchio gli autotrasportatori.

Ma a questo quadro a tinte fosche fa da contraltare un malvezzo, se possibile, peggiore. Sono, infatti, molte le aziende che di questi tempi – come spiega il presidente di Confartigianato imprese Puglia – chiudono battenti svendendo il proprio parco mezzi. Quest’ultimo, di conseguenza, torna nella disponibilità del mercato dell’usato a prezzi che ne incoraggiano l’acquisto. Inoltre altrettanti imprenditori continuano a protrarre i tempi per la sostituzione dei veicoli vetusti e inquinanti.

Fattori che combinati insieme oltre a rappresentare un ulteriore freno allo sviluppo economico del territorio, stanno sensibilmente spostando il baricentro del trasporto merci verso l’Europa dell’Est.

“E invece la nostra regione – conclude Francesco Sgerza – avrebbe tutte le potenzialità per diventare la più grande piattaforma logistica del Mediterraneo”.

I dati

In particolare, i veicoli commerciali “leggeri”, cioè quelli con portata fino a 3,5 tonnellate, intestati a pugliesi, sono 197.542 (nel 2012 erano 198.206). Più precisamente, 55.611 nella provincia di Bari, 16.566 nella Bat, 21.377 a Brindisi,33.265 a Foggia, 48.297 a Lecce e 22.426 a Taranto.

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I veicoli industriali “pesanti” (oltre 3,5 tonnellate) sono 53.354 (contro i 53.970 dell’anno precedente), di cui 15.583 nella provincia di Bari, 6.509 nella Bat, 5.368 nel brindisino, 10.624 nella Capitanata, 9.196 nella provincia di Lecce 6.074 nel tarantino.

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