Martedì, 3 Agosto 2021
Economia

Edilizia universitaria, Laforgia tende la mano: in ballo 120 milioni di euro

Confindustria ospita l'incontro tra Ance e il rettore Laforgia per coinvolgere le imprese locali, nel progetto dell'università diffusa: 120 milioni di euro è il costo complessivo degli interventi di costruzione e ristrutturazione

 

LECCE – Le imprese edili di Lecce e l’Università del Salento si stringono la mano, presso la sede di Confindustria,  per puntare  sull’edilizia universitaria come volano dell’economia locale. Il progetto di ampliamento del polo didattico, presentato dal rettore Domenico Laforgia, è di quelli che non passano inosservati sia per la portata (120 milioni di euro), sia per la capacità che l’ateneo salentino ha dimostrato nel saper intercettare i fondi ministeriale ed europei. E certamente non è sfuggito ad Ance Lecce che ha espressamente chiesto al rettore di ancorare  le aziende locali al progetto: la ristrutturazione degli edifici universitari e la creazione di strutture ex novo, sia nel comprensorio del centro storico, sia nell’area extra urbana di Ecotekne, rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per il settore.

“Le sinergie tra impresa e mondo accademico possono produrre ricchezza, così come l’edilizia universitaria può rappresentare un’opportunità per i costruttori locali, a patto che non si proceda con la logica del massimo ribasso, cioè del prezzo economicamente più vantaggioso. – sottolinea Nicola Delle Donne di Ance Lecce – Il momento è di profonda crisi, ma in questo caos normativo le imprese dovrebbero cogliere le opportunità senza rischiare il suicidio”.

Il progetto ha ambizioni di realizzarsi nel tempo, quasi da record, di tre anni. E l’ateno salentino offre garanzie di solidità economica oltre che progettuale: un mutuo di 22 milioni e mezzo permetterà di pagare le aziende con tempestività e di coprire eventuali ritardi nell’erogazione dei fondi. Per alcuni interventi, sono già sul piatto 36 milioni di euro versati in anticipo da Roma.

Gli interventi riguardano alcuni edifici storici del centro di Lecce che verranno ingranditi, come nel caso dell’area dello Studium 2000, o ristrutturati, con manutenzioni più o meno consistenti a seconda del livello di infiltrazioni di umidità, funzionamento degli impianti e generale condizione d’uso dei palazzi storici. L’università diffusa si ramificherà tra l’ ex sperimentale Tabacchi (interamente acquistato dall’ateneo), l’ex Inapli, il Buon pastore, il Codacci Pisanelli ex Gil, l’ex Principe Umberto, l’istituto Garibaldi e l’ex convento degli Olivetani.

Nella stessa direzione procedono i lavori di ampliamento del polo Ecotekne che vedrà il completamento dell’edificio HighTech già a fine estate, la costruzione di laboratori di ricerca, di un centro per la creazione di impresa, di residenze universitarie, aulee, un campo di calcio e di una biblioteca scientifico – tecnologica con una torre altissima (appena due metri in meno rispetto al campanile del duomo di Lecce), come simbolo della forte presenza del mondo accademico in città.

La ciliegina sulla torta è rappresentata dal collegamento diretto tra la stazione ferroviaria e il plesso Ecotekne, con un treno speciale con partenza ogni dieci minuti: sul progetto dovrebbe essere finanziato con risorse regionali derivanti, anche, dai residui del Piano per il Sud.

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