Editoria: il lavoro irregolare passa pure da qui

Al via il progetto di animazione della Provincia di Lecce per svegliare le coscienze sulla mancata applicazione dei contratti nei settori a maggior rischio

Palazzo dei Celestini
Svegliare le coscienze sul tema del lavoro irregolare nell'ambito del terziario a Lecce, in quei settori a maggior rischio come l'assistenza alla persona, il commercio al dettaglio, l'editoria e il giornalismo. Argomenti scottanti che sono emersi dal primo incontro tra la Commissione provinciale per l'Emersione del Lavoro non Regolare della Provincia di Lecce e numerose testimonianze, tenutosi questa settimana nella sala-convegni della nuova Chiesa di San Giovanni Battista.

L'incontro ha coinvolto 11 rappresentanti della Provincia di diverse parti sociali, da Ettore Bambi, presidente della Commissione, ad Adriana Margiotta, responsabile delle Politiche attive del lavoro da Serenella Molendini, consigliera di Parità, ai rappresentanti di numerose associazioni di categoria, del terzo settore e del volontariato.

Numerosi e articolati i settori a cui si è fatto riferimento durante l'incontro. Tra quelli maggiormente sentiti, oltre ai settori dell'assistenza alla persona, nel quale sono coinvolte soprattutto donne immigrate, e del commercio al dettaglio, spicca a sorpresa il settore dell'editoria e del giornalismo. "Tutta la stampa è pervasa da un utilizzo diffuso di risorse umane non retribuite o costrette ad accettare condizioni contrattuali precarie. Il tutto aggravato dalla progressiva eliminazione nel comparto della gavetta professionale." - ha affermato Giuseppe De Luca, della Segreteria provinciale della UIL.

Altra problematica emersa, in riferimento allo stesso settore, quella segnalata da Mario Maffei, nella veste professionale di editore, riguardante l'esistenza e la diffusione di cooperative false in campo giornalistico.

La consigliera di Parità, Serenella Molendini, si è fatta portavoce del disagio avvertito dalle donne, che denunciano con preoccupante frequenza casi di mobbing e di molestie sessuali che si aggiungono alla loro situazione di lavoratrici irregolari.

Un ulteriore settore messo in luce da Giuseppe De Luca è quello delle scuole private. Il segretario provinciale della UIL afferma come sia diffusa la prassi per cui gli insegnanti, pur di ottenere punteggio, lavorano oltre l'orario retribuito. Tali straordinari, pur non essendo pagati, vengono dagli stessi insegnanti dichiarati come retribuiti pur di ottenere il riconoscimento del punteggio.

Tra le altre emergenze, quella dei servizi turistici, soprattutto stagionali, degli stabilimenti balneari, dei locali di intrattenimento. "Quante guide turistiche lecite? Quante improvvisate?" - si è domandato il Presidente Bambi, facendo leva sulla imperante necessità di formazione e di riqualificazione professionale, per garantire anche un livello di qualità alle strutture ricettive presenti sul territorio. Al settore del turismo si lega inevitabilmente, il fenomeno dell'impiego irregolare, per lo più di giovani ed extra-comunitari, nel settore della ristorazione che spesso registra addirittura casi di lavoro minorile.

E purtroppo il riferimento va ancora ai giovani quando si discute delle condizioni lavorative precarie e irregolari che si registrano in settori come quello della cultura e tempo libero, del telemarketing e del volantinaggio. "Anche quello degli studi professionali è un ambito con un'alta percentuale di irregolarità"- ha denunciato Giuseppe De Luca, al cui intervento si è collegata Adriana Margiotta definendo gli studi professionali come una "sacca" di lavoro nero e grigio, che spesso coinvolge giovani laureati costretti a periodi di formazione/tirocinio interminabili.

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Infine, un'ultima riflessione è stata avanzata da Franco Surano, segretario provinciale della CISL, in merito al fenomeno della cosiddetta New Economy che coinvolge soprattutto giovani con la passione per il mondo dell'Information Tecnology.

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