Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Estimi catastali, la Cassazione ammette il sistema della "class action"

Con sentenza di ieri, la sezione tributaria apre al ricorso cumulativo contro gli avvisi di accertamento: un'agevolazione per ridurre il peso dei procedimenti attivati a Lecce nella vicenda degli avvisi per il riclassamento

LECCE - La Cassazione, con la sentenza di ieri venerdì 22 febbraio, ha ammesso la possibilità della “class action” nel processo tributario. A Lecce, come sottolinea Giovanni D'Agata, responsabile dello Sportello dei Diritti, si aprono importanti prospettive per il ricorso cumulativo contro gli avvisi di accertamento degli estimi catastali con un abbattimento delle spese legali.

"Proprio quando migliaia di cittadini leccesi - afferma - si stavano avviando ad inondare la Commissione Tributaria provinciale di ricorsi avvero i famigerati avvisi di accertamento per il riclassamento degli estimi catastali, procedimento attivato dalla locale agenzia del territorio su input dall’amministrazione comunale, con un conseguente aggravio di oneri e tributi per tutti i proprietari d’immobili, si apre più di uno spiraglio per una difesa di gruppo con un’importante e recentissima decisione della Corte di Cassazione".

La sezione tributaria della Suprema Corte consente la possibilità di proporre un unico ricorso cumulativo da parte di diversi contribuenti contro gli avvisi di accertamento che abbiano come oggetto una questione identica, con conseguente abbattimento delle spese legali a carico dei ricorrenti. A segnalare allo stesso D’Agata, questa evoluzione è il noto tributarista Maurizio Villani che si è già attivato per la predisposizione per la prima “class action” tributaria contro la rivalutazione degli estimi catastali nel comune di Lecce.

Dalla prossima settimana, quindi, ci si potrà rivolgere allo staff dello “Sportello dei Diritti”, per avere informazioni circa l’esperibilità dell’azione da parte dei singoli contribuenti. Come sottolinea lo stesso Villani, "questo importante principio consente di poter proporre un unico ricorso cumulativo avverso tutti gli avvisi di accertamento catastali dell’Agenzia del Territorio di Lecce e ciò permette di risparmiare le spese legali ma non il pagamento di € 120,00 per ogni atto impugnato, quale contributo unificato tributario, come chiarito dal Ministero dell’Economia e delle finanze con la direttiva del 14 dicembre 2012".

Non bisogna dimenticare, come evidenzia Villani, che la Corte di Cassazione – Sez. Tributaria – già con la sentenza del 27 ottobre 2010 aveva ritenuto valida la class action nel processo tributario quando le contestazioni operate da tutti i contribuenti si fondavano su identiche questioni di diritto e non di fatto; lo stesso principio era stato precisato dalla stessa Corte di Cassazione – Sez. Prima – con la sentenza n. 171 del 02 luglio 1990, peraltro riguardante questioni tributarie di contribuenti leccesi.

"Infine - afferma -, non possono considerarsi di ostacolo le singole circostanze fattuali delle varie posizioni dei ricorrenti, perché, in tal caso, qualora ne ricorrano i presupposti di legge, il giudice può sempre disporre la separazione delle cause ai sensi dell’art. 103, secondo comma, del codice di procedura civile".

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