Extracomunitari, il dato: aumentano le ditte individuali e resistono alla crisi

Gli imprenditori extracomunitari che gestiscono una ditta individuale nella provincia di Lecce sono ad oggi 3mila 175 e rappresentano il 6,6 per cento delle aziende che hanno adottato questa forma giuridica. In testa ci sono i senegalesi, in coda gli albanesi. E rispetto ai salentini il saldo è attivo

LECCE – La Camera di commercio di Lecce ha divulgato oggi un interessante studio che dimostra come siano in crescita in provincia di Lecce le imprese individuali gestite da cittadini extracomunitari. Il che potrebbe servire anche a sfatare certi luoghi comuni. Sono molti, infatti, proprio gli stranieri provenienti da altri continenti che aiutano a far circolare la moneta con il frutto del proprio lavoro. Non solo: sembra, dati alla mano, che siano proprio loro a resistere meglio alla crisi.

Stando all’ultimo censimento, gli imprenditori extracomunitari che gestiscono una ditta individuale nella provincia di Lecce sono ad oggi 3mila 175 e rappresentano il 6,6 per cento delle aziende che hanno adottato questa forma giuridica che, nel totale, sono 47mila 772.

I più numerosi provengono dal Senegal (966) e rappresentano oltre il 30 per cento delle imprese gestite da immigrati. Segue il Marocco (825) che rappresenta il 26 per cento, 299 sono invece indiani (9,4 per cento), 238 i cinesi (7,50 per cento), 160 i pachistani (5 per cento) e i 118 gli albanesi (3,7 per cento). In valore assoluto il primato della crescita nell’anno 2014 degli imprenditori extracomunitari  spetta all’India  con un aumento di 33 imprese e un tasso di crescita del 12,4 per cento. Segue il Senegal con 27 imprese e il Marocco con tredici.

Dall’analisi dei dati emerge che le imprese individuali gestite da extracomunitari dimostrano una maggiore capacità di fronteggiare la crisi rispetto a quelle dei leccesi. Con la loro crescita, infatti, compensano la diminuzione progressiva delle imprese gestite da questi ultimi.

Le imprese individuali gestite da extracomunitari, infatti, hanno registrato nel 2014 un saldo di 106, scaturito da 149 iscrizioni a fronte di 43 cancellazioni, con un tasso di crescita del 3,45 per cento. Analizzando i dati della provincia di Lecce delle imprese individuali gestite da italiani, si osserva invece un saldo negativo di 264 imprese, scaturito da 658 iscrizioni e 907 cancellazioni con un tasso di sviluppo pari a -0,59 per cento.

Il medesimo andamento, spiegano dall’Ufficio statistica e studi dell’ente camerale, si registra nel triennio precedente, quello che va dal 2011 al 2013: le imprese gestite da extracomunitari  registrano sempre saldi positivi, a differenza di quelle degli imprenditori italiani.

Per quanto riguarda i settori economici, nel 90,5 per cento dei casi prevale il commercio con 2mila 872 imprese. Di queste 2mila 810 sono attività al dettaglio, in prevalenza (mille 116) ambulanti di chincaglieria e bigiotteria. Altre 281 aziende svolgono il commercio via internet, 121 commercializzano ortofrutta in forma ambulante, 76  vendono abbigliamento al dettaglio.

Al settore commercio, tra l’altro, è da imputare il saldo di 92 nuove imprese nate nel corso dell’anno 2014, che realizza quindi un tasso di crescita del 3,3 per cento.  Il settore dell’edilizia annovera 68 imprese, 54 sono le attività di alloggio e ristorazione, 35 le attività manifatturiere e  27 imprese agricole. Del tutto marginale la presenza di imprenditori immigrati negli altri settori economici.  

Alle 3mila 175 imprese individuali gestite da immigrati extracomunitari, bisogna aggiungere, inoltre, 259 immigrati che sono amministratori in società, 70 che rivestono la qualifica di socio  e undici che ricoprono  altre cariche societarie. In tutto, quindi, sono 3mila 515 gli extracomunitari che gestiscono o rivestono un ruolo in un’attività imprenditoriale.

Analizzando la distribuzione delle imprese nei vari settori economici, si osserva che solo gli gli albanesi hanno avviato attività nei vari comparti economici per cui non vi è concentrazione in un solo settore, come invece avviene, tenendo conto dei principali Paesi di provenienza degli immigrati, per gli imprenditori provenienti da Cina, India, Pakistan, Senegal e Marocco le cui attività sono tutte concentrate esclusivamente nel commercio.

Le imprese individuali gestite da immigrati nel primo trimestre 2015

Anche nel primo trimestre 2015 le imprese extracomunitarie hanno confermato la loro vivacità, registrando un saldo positivo di 80 e un  tasso di crescita del 2,52 per cento. Il trend del primo trimestre degli ultimi cinque anni è sempre stato positivo, anche se la crescita dei primi tre mesi del 2015 è stata più contenuta rispetto ai trimestri degli anni precedenti.

Il settore principale si conferma il commercio che ha registrato un saldo di 78 aziende, 25 delle quali gestite da senegalesi, 14 da indiani, undici da nigeriani e dieci da marocchini. Le imprese individuali gestite da extracomunitari al 31 marzo 2015 sono 3mila 255.

Quasi la metà, esattamente mille 579, delle imprese individuali di immigrati ha sede nel comune capoluogo e rappresentano il 24,5 per cento del totale delle imprese individuali di Lecce. Il comune di Leverano è la sede di ulteriori 117 attività gestite da immigrati che rappresentano l’8,53 per cento di quelle locali. Segue Copertino con 90 (7,35 per cento) e Porto Cesareo con 88 (16,4 per cento).

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Spetta però al piccolo comune di Spongano il record del maggior numero di imprese di immigrati in rapporto al tessuto imprenditoriale: 56 imprese su 221, ben il 25 per cento. Di contro ci sono comuni della provincia in cui non ha sede nemmeno un’impresa gestita da extracomunitari. Dal registro  delle imprese tenuto dalla Camera di commercio, infatti, ne risultano privi  i comuni di Botrugno, San Cassiano, Caprarica, Castrignano dei Greci, Martignano e  Seclì.  

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