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Economia

Consorzi di Bonifica: il timore dei contribuenti per le bollette "pazze"

Federconsumatori Lecce: “Diritto al pagamento solo in presenza di un reale e specifico beneficio”

LECCE – Federconsumatori Lecce accende il faro sui disagi legati alle bollette “pazze” che gravano sui contribuenti dei Consorzi di bonifica. Un disagio che si estende a tutta la Puglia, a detta della Cgil. Numerosi i ricorsi presentanti in Commissione tributaria e numerosi quelli vinti dai contribuenti. Un onere probatorio e costi aggiuntivi per le famiglie, oltre che costi legali a danno dei Consorzi già in stato di gravi quadri finanzieri.

Secondo l’avvocato Mario Lorubio, presidente di Federconsumatori Lecce, lo scenario normativo dentro cui agisce l’azione impositiva dei Consorzi spazia” dall’anacronistico decreto regio risalente al periodo fascista, alle sentenze giurisprudenziali che riconoscono il diritto dei contribuenti a servizi consortili che producano effettivi benefici diretti e specifici, sino allo stato debitorio dei Consorzi, alla carenza strutturale di personale per i servizi di manutenzione del territorio ed al nuovo Consorzio unico di bonifica centro-sud Puglia, deliberato nei giorni scorsi dalla Giunta Emiliano che, a prescindere dall’architettura organizzativa, nell’impalcatura delle fonti di finanziamento e del pagamento dei tributi, non introduce alcun elemento di cambiamento che renda socialmente equo e sostenibile il sistema impositivo consortile”.

Federconsumatori ribadisce pertanto l’impegno a intensificare l’azione legale di tutela individuale, ma anche, la precisa volontà di portare in sede di discussione regionale l’introduzione di correttivi “sostanziali e tangibili che rendano i contribuenti non più destinatari passivi di tributi improntanti ad un sistema impositivo opaco, iniquo e vessatorio, svincolato dai costi effettivi sostenuti per la forza lavoro ed i mezzi impegnati per le opere poste a contribuzione, segnato da una sperequazione impositiva tra aree consortili, inadeguato rispetto alla reale lettura dei bisogni territoriali e alla capacità di presa in carico consortile e caratterizzato da criteri impositivi di discutibile equità e trasparenza nei piani di classifica e di riparto oltre che, nelle modalità di emissione dei ruoli”.

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