Federica Stella Blasi del laboratorio di Urban Farming di Unisalento, ospite del comitato italiano per il World Food Programme

Il World Food Programme è stato insignito del Nobel per la Pace per le iniziative contro la fame nel mondo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Giovedì 8 ottobre, Federica Stella Blasi, economista e coordinatrice dell'Urban Farming Lab - Università del Salento, è stata ospite della diretta Facebook di "DueZero30", lo spazio di confronto settimanale del Comitato Italiano per il World Food Programme, appena insignito del Nobel per la pace, sull'obiettivo “Zero Hunger” (Fame Zero) dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il tema del confronto è stato "Cibo: produzione e sostenibilità, frontiere dell'innovazione e della ricerca".

Federica Stella Blasi coordina le attività di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale del laboratorio di Urban Farming dell'Università del Salento, nato all’interno del CoreLab dove, tra le altre, si sperimentano soluzioni innovative per l’acquaponica, una tecnologia agroalimentare che permette di ottimizzare il consumo di acqua e ridurne lo spreco; ha, inoltre, un suo blog molto seguito in cui racconta le sue esperienze enogastrononiche. Al centro dell'incontro l'importanza dell'innovazione tecnologica nel proporre tecniche ecosostenibili di produzione alimentare e, in particolare, l'utilità dell'idroponica come tecnica di coltivazione in aree a scarsità idrica o già interessate dal processo di desertificazione e come soluzione per soddisfare i bisogni alimentari delle popolazioni locali. Il World Food Programme ha infatti attivato il progetto H2GROW per permettere alle persone che rischiano di soffrire la fame di coltivare il proprio cibo in contesti ambientali difficili, utilizzando soluzioni saline al posto della terra.

Questo, tuttavia, non è sufficiente senza un'azione concreta di razionalizzazione dei consumi alimentari e di lotta allo spreco. Le perdite alimentari, sia in filiera che nel consumo finale, secondo le stime, costituiscono circa un terzo della produzione mondiale di cibo, per un valore economico di 1 trilione di dollari; ci sono abbastanza risorse per sfamare il mondo, eppure una persona su nove va ancora a letto affamata ogni notte. Il World Food Programme, con la campagna #StopTheWaste, ha affermato l'urgenza e la necessità di un reale cambio di paradigma sul nostro modo di produrre, conservare e consumare gli alimenti. Tra i temi che sono stati affrontati durante il dibattito, inoltre, il legame tra cibo e territorio, la lotta ai cambiamenti climatici e le buone pratiche della sostenibilità per ripristinare e proteggere l’ecosistema terrestre, secondo quanto definito dall'obiettivo 15 dell'Agenda 2030. L'appuntamento è stato trasmesso in diretta giovedì 8 ottobre su https://www.facebook.com/WFPIT/

Torna su
LeccePrima è in caricamento