Federterziario: rapporto Istat, situazione allarmante, subito interventi su politiche attive del lavoro, donne e formazione

Il Segretario nazionale di Federterziario lancia da Lecce l'allarme dopo la pubblicazione dei dati ISTAT sull'occupazione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Possono solo che preoccupare i dati pubblicati oggi dall’Istat in tema di occupazione. Dopo un trimestre di progressivo calo, la disoccupazione è tornata a crescere e ha toccato, nel mese di dicembre, il 9%, con un preoccupante calo degli occupati (-420mila unità) e un incremento di disoccupati e inattivi.

Questo l’allarme lanciato dal Segretario Generale di Federterziario, Alessandro Franco che prosegue: “Non bisogna trascurare il dato che riguarda gli inattivi, che tornano a crescere (+42 mila) e che potrebbero rappresentare soggetti disoccupati che hanno smesso di cercare un lavoro, né il dato riguardante il calo occupazionale delle lavoratrici donne, particolarmente colpite dalle flessioni congiunturali. Alla luce dei dati pubblicati dall’Istat, che subiranno sicuramente un ulteriore peggioramento quando verrà revocato il blocco dei licenziamenti e cesseranno misure come la cassa integrazione, Federterziario ribadisce, come già fatto nelle competenti sedi istituzionali, la necessità di mettere in atto le misure opportune.

I fondi del Recovery Fund, possono rendere efficaci le politiche attive del lavoro, rafforzando il ruolo e gli strumenti a disposizione del Ministero del Lavoro (di Anpal) e dei Centri per l’impiego, affinché siano pronti ad affrontare questa grave emergenza che, se non contrastata adeguatamente e tempestivamente, potrebbe determinare anche dei pesanti conflitti sociali. Altrettanto necessario è investire in infrastrutture sociali che eliminino, o quantomeno riducano, il gap di genere che nel nostro Paese ancora impedisce un adeguato accesso delle donne al mondo del lavoro valorizzando le loro capacità anche dal punto di vista retributivo.”

“Infine”, come rilancia anche il Presidente di Federterziario, Nicola Patrizi, “ È indispensabile investire in formazione con la consapevolezza che deve trattarsi di una formazione mirata ad avviare un circolo virtuoso capace di incrociare domanda ed offerta di lavoro e di creare figure professionali che siano effettivamente funzionali ai bisogni del mondo produttivo.”

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