Lavoratori Alcar tornano in fabbrica: fine dello sciopero dopo l’incontro in prefettura

Rassicurazioni del prefetto ai sindacati. Entro il 28 febbraio i dipendenti riceveranno il “bonus Renzi” e dalle prossime settimane regolarizzati buoni pasto e altre forme di welfare

I lavoratori dopo l'incontro in prefettura.

LECCE – Revocato lo sciopero dei metalmeccanici di Alcar Industrie srl: a partire dalla mattinata di venerdì, i lavoratori torneranno in fabbrica. La decisione arriva al termine di un incontro che, nel pomeriggio, si è tenuto presso la prefettura di Lecce. Le sigle sindacali, mentre i lavoratori attendevano in via XXV Luglio, hanno infatti incontrato il prefetto del capoluogo salentino, Maria Teresa Cucinotta, che ha fornito rassicurazioni sul loro destino  alla presenza del capo di gabinetto del prefetto, Beatrice Mariano.

Dopo la protesta delle ultime e 48 ore, nelle quali è stato organizzato presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento con un’adesione allo sciopero del 90 per cento, si rischiara l’orizzonte per i dipendenti. I vertici aziendali hanno rassicurato sindacati e lavoratori: il verbale del 5 febbraio sarà rispettato, come tutti gli impegni presi nella lunga vertenza.

Entro il 28 febbraio sarà versato il cosiddetto “bonus Renzi” ai lavoratori che avevano scelto di riceverlo in un’unica soluzione. Il dirigente si è anche detto disponibile ad inserire figure apicali nello stabilimento salentino già a partire dal mese di marzo, rassicurando i sindacati anche sulle relazioni industriali. E non solo. Entro la fine di marzo, Alcar Industrie srl illustrerà il piano industriale e pianificherà incontri trimestrali per la sua verifica. Nelle prossime settimane, inoltre, sarà regolarizzata l’erogazione di buoni pasto e altri sistemi di welfare aziendale.

Rassicurazioni sono giunte anche in merito alla capitalizzazione dell’azienda, al versamento al fondo Cometa e all’Inps, come pure alle finanziarie per quei lavoratori che hanno aperto prestiti attraverso la cessione del quinto dello stipendio. Oltre al rispetto degli accordi presi nei giorni scorsi i segretari generali territoriali di Fiom e Fim Cgil, Annarita Morea e Maurizio Longo, hanno anche chiesto una più frequente interlocuzione con i vertici dell’azienda.

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