Economia

Emergenza disseccamento dell'olivo: per Flai Cgil a rischio 8mila posti di lavoro

Il segretario regionale, Giuseppe Deleonardis, e quello provinciale, Antonio Gagliardi annunciano pesanti ricadute già in corso come l'innalzamento dei prezzi dell'olio al consumo e l'importazione di ingenti quantità dall'estero. Chiesto sostegno al reddito anche del lavoro dipendente

Uliveti coltivati in zona Cesine, fra Lecce e Vernole.

LECCE – Una stima, approssimata per difetto e fatta dalla Flai Cgil, individua tra i 7 e gli 8mila i lavoratori a rischio occupazionale per il problema del disseccamento rapido dell’olivo. A dirlo sono il segretario regionale pugliese, Giuseppe Deleonardis e quello provinciale, Antonio Gagliardi che  - in una lettera inviata al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e agli assessori Leo Caroli (Lavoro) e Fabrizio Nardoni (Risorse agroalimentari) - denunciano anche la totale indifferenza delle istituzioni e degli organismi preposti a gestire l’emergenza nei confronti dei lavoratori dipendenti.

“Nel Salento – spiegano dalla Flai - l’estensione riferita all’area interessata dal fitogeno che sta compromettendo la vita degli ulivi è ben oltre i 23mila ettari di superficie e colpisce una miriade di aziende agricole di diversa dimensione, dalle grandi, alle medie e a quelle dei piccoli produttori”. Le conseguenze legate al deperimento delle piante, infatti, sono oramai tangibili anche nei dati economici. Basti considerare il crollo registrato nel 2014 nel settore delle esportazioni di prodotti agricoli rispetto all’anno precedente: il meno 33,6 per cento ha annullato quasi del tutto l’aumento che si era registrato nel 2013, con quasi il 40 per cento in più: “Un’intera economia basata principalmente sull’attività del settore primario come quella salentina - dichiarano i segretari Flai - rischia di far collassare in modo definitivo il sistema generale del territorio già fortemente penalizzato da una fase di crisi e occupazionale che non ha precedenti”.

“Attualmente – proseguono Deleonardis e Gagliardi - non è difficile prevedere quali effetti provoca la riduzione della produzione olearia dell’annata appena conclusasi che già fa registrare l’innalzamento dei prezzi dell’olio al consumo e l’importazione di ingenti quantità di oli dai paesi comunitari ed extracomunitari, spesso di dubbia salubrità alimentare”, aggiungono i segretari Flai Cgil.

Gli esponenti di Flai Cgil denunciano anche il venir meno della domanda di braccianti a causa dell’eradicazione delle piante infette prevista dal piano di emergenza predisposto dal commissario Giuseppe Silletti, ma anche le ricadute negative nel settore turistico che fa della valorizzazione del paesaggio rurale uno dei suoi poli di attrazione. Per questo sarebbe doverosa una politica urgente di sostegno al reddito e la possibilità di riqualificare un certo numero di addetti per attività, come la bonifica, che appaiono necessarie qualora dovessero essere utilizzati prodotti chimici per fermare l'avanzata dei vettori.

La Flai Cgil chiede anche un intervento per modificare “gli aspetti che ingessano la legge sul riconoscimento della calamità naturale che, come previsto dalla legge 247 del 2007, non contempla interventi e sostegni per eventi straordinari imprevisti ed imprevedibili come la Xylella fastidiosa, non inseriti nei piani assicurativi agricoli”. I sindacalisti invitano quindi gli assessori e il presidente della Regione “a proporre un intervento o presa di posizione anche del Consiglio Regionale finalizzata a ottenere la modifica della legislazione nazionale in materia”.

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