Sabato, 24 Luglio 2021
Economia

Fra questioni irrisolte, l'agriturismo fa discutere

Otranto: successo di partecipazione al convegno di ieri presso il Castello Aragonese. Un dibattito proficuo, ma molto acceso sulla legge regionale, con qualche polemica e tante questioni irrisolte

Era particolarmente atteso il meeting di ieri mattina sul tema della "Evoluzione normativa per l'agriturismo pugliese" e, infatti, l'appuntamento ha registrato una partecipazione numerosa, con la sala Triangolare del castello aragonese di Otranto strapiena di operatori del settore agrituristico, provenienti da tutta la Puglia. La scelta di Otranto non è stata certamente casuale, visto che la "città dei Martiri" accoglie in sé ben 24 delle 320 aziende agrituristiche presenti in Puglia. L'assessore alle politiche agricole, Daniele Merico, organizzatore dell'evento, ha subito spiegato il nocciolo della questione: "Molte strutture del settore agrituristico sono diventate un business: negli ultimi anni, infatti, sono sorte strutture chiamate agriturismi, ma che, in realtà, sono veri e propri alberghi oppure villaggi di campagna, dove si affittano camere, si offrono dei servizi stratosferici, ma spesso il titolare non lo si incontra neanche, gli appezzamenti di terreno coltivati sono inesistenti e di animali da cortile non se ne parla. A mio giudizio, la nuova proposta di legge regionale, che dovrebbe sostituire la n. 34 del 1985, deve cercare innanzitutto di salvaguardare e migliorare il comparto agricolo che oggi vive una crisi profonda. E' necessario offrire trasparenza ed informare il cliente delle materie prime utilizzate, da dove provengono, se siano tutte prodotte in loco oppure se vengono acquistate dall'agricoltore vicino".

Ma se l'incontro doveva in qualche modo chiarire le prospettive normative dell'agriturismo pugliese, in realtà, ha lasciato molte questioni aperte: innanzitutto, partendo dagli interventi dei relatori, si è delineata principalmente un'eccessiva distanza tra le parti convenute e, cioè, tra Turismo Verde, associazione di operatori del settore, e l'istituzione regionale, che dovrà redigere la nuova legge che sostituirà quella del 1985. L'intervento di Giulio Sparacio, presidente regionale di Turismo Verde, condito di notevole vis polemica, da un lato ha voluto sottolineare la necessità di una legge nuova, ma ha anche attaccato i caratteri della proposta di legge al vaglio del consiglio regionale, evidenziando tutti i rischi che gli operatori di settore denotano in materia, riscontrando l'assenza di "gente capace di parlare lo stesso loro linguaggio".

Il consigliere regionale, Dario Stefàno, ha criticato questo atteggiamento "sfascista" nei confronti di una legge che ancora non esiste; il consigliere ha ribadito come la regione non abbia mai voluto escludere gli operatori del settore dal tavolo di discussione. Per Stefàno, "l'offerta agrituristica va tipicizzata". Ma anche sulla "tipicizzazione" le posizioni sono state controverse: il dibattito si è animato con gli interventi dei presenti, che hanno esposto le proprie perplessità. C'è chi ha fatto della "tipicizzazione", ad esempio, una questione di terminologia, vedendo nell'attribuzione di una connotazione differente dall'uso vigente all'aggettivo "rurale" la soluzione ai problemi. In alcuni momenti, è, però, parso di registrare una sorta di "muro contro muro" tanto che lo stesso Dino Petruzzi, vice presidente vicario Cia Puglia, nonché moderatore della manifestazione, ha faticato a controllare il vibrante dibattito.

Dalla platea, non sono mancate voci critiche neanche nei confronti di Turismo Verde, ritenuto in qualche modo incapace di formulare delle linee guida da sottoporre a chi legifera, per aiutare e snellire l'iter della legge. Walter Trivellizzi, presidente nazionale di Turismo Verde, ha illustrato l'enorme vitalità dell'agriturismo italiano e soprattutto salentino, prima che il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, rispondesse ad alcune domande specifiche rivoltegli da operatori otrantini. A conti fatti, l'approccio informativo dell'incontro si è perso nel confronto e nelle "rivendicazioni", un po' troppo accese delle parti. Ma è comunque parsa un'occasione utile per discutere su un tema particolarmente sentito.

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